Il prosciutto (di Parma) rischia di andare di traverso a Umbriajazz. La partenza in salita della 51esima edizione della grande kermesse

La scelta di avere un partner che è diretto concorrente di uno dei più prestigiosi marchi umbri (il prosciutto di Norcia) alimenta la polemica. Il consigliere Melasecche attacca. E si fanno sentire le prime polemiche sulla prestigiosa e storica rassegna. I conti si faranno solo alla fine, come giusto, ma si rischia di finire sotto il fuoco delle critiche fin da subito

R.P.

PERUGIA – A Umbriajazz il prosciutto (quello di Parma) rischia di andare di traverso.

Motivo: tanto è stato fatto per trovare qualcuno che sponsorizzasse la 51esima edizione della prestigiosa e storica rassegna, che si è partiti con una sicura eccellenza della produzione italiana, il prosciutto di Parma, che però ha qualche problema di concorrenza con la produzione umbra.
Norcia e la Valnerina sono titolari di uno dei più prestigiosi marchi italiani del prosciutto e si ritrovano in casa il “nemico” parmigiano. E’ sicuro che in tutta la Valnerina non l’hanno presa bene. Per niente bene. I produttori attaccheranno per rappresaglia il Festival di Verdi? O se la prenderanno con la Regione che è la più importante fonte di finanziamento del Festival del jazz? Certo, ha cominciato a sparare il consigliere regionale della Lega ed ex assessore, Melasecche.
Garantito però che questo del prosciutto è un segnale non bello di un’edizione di Umbriajazz che parte in salita. Niente concerto inaugurale all’Arena e secondo qualcuno anche il super pop di Mika non sta tirando come una volta. Ma magari quest’ultima è solo un’illazione. Ed è giusto che i conti si facciano a fine rassegna. Ma magari quest’anno non saranno tutte rose e fiori.

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