Au. Prov.
TERNI – «Un turista che dovesse giungere a Terni per visitare la città, crederebbe di trovarsi in una sorta di Beirut, dove tutto è rotto». Paolo Cicchini, professore, critico d’arte e assessore alla cultura della giunta Ciaurro, si sofferma sulle piazze. «Le belle piazze di Terni non le riconosco più». Immagina di aspettare un gruppo di turisti alla stazione ferroviaria per fare loro da Cicerone. «Lasciando la stazione alle spalle, a destra troviamo un pannello informativo del Comune in tilt, a sinistra la passerella Papuli in uno stato di degrado impressionante e di fronte quel monumento documentario celebrativo dell’attività umana che è la Pressa, puntualmente assediata da rifiuti abbandonati».
A meno di trecento metri si intravede un signore di spalle ad un palo (è uno dei sei doni dell’architetto Villani al Comune di Terni), una miriade di auto in sosta selvaggia, la Fontana monumentale dello Zodiaco di Ridolfi e Fagiolo ingiallita, il colore giallognolo sembra dipendere dalla mancata manutenzione dell’opera. Andando oltre, nella parte pedonale di piazza Tacito, la lunga seduta in travertino si interrompe (è stata divelta) e anche in questo caso la colpa è della mancata manutenzione. In compenso ci sono due grossi plinti in cemento, che si utilizzano per ancorare i tendoni che si montano di volta in volta per le varie manifestazione, ma che, di volta in volta, andrebbero rimossi. Due metri più avanti un altro monumento al degrado, che qualcuno potrebbe interpretare come un reperto di archeologia industriale e che i più utilizzano come portarifiuti. Si tratta di una delle stazioni del bike sharing, dismessa da almeno due anni. Imboccando corso Tacito: un Totem pubblicitario imbrattato, la solita carrellata di auto in sosta, due panchine divelte ma almeno transennate.
La bella piazza della Repubblica, un caos: quando non ci sono i truck dello street food e le fiere mercato del Gusto, gli spazi sono presi da muletti, monopattini, auto, gazebi vari, piste di ghiaccio, giostrine. E presto arriverà il terzo totem pubblicitario. Il secondo sorto nel centro di Terni sta sull’altra piazza, Europa, ribattezzata piazza della ruota panoramica per la lunga presenza dell’attrazione alta 30 metri, dove la gente ha scambiato la fontana quadrata per una piscina comunale. «Non ci sono altri lavori di Villani – Cicchini si rifiuta di chiamarli sculture – ma l’amministrazione comunale ne fa un uso spropositato».
Nel resto del centro e soprattutto in largo Villa Glori, segnala sempre Cicchini, «il cattivo gusto delle cose domina». Plinti che dialogano con le sculture di Mastroianni e Pomodoro, dehors e tende di forme e colori diversi, e chi più ne ha più ne metta. E poi l’incuria. «E’ come se una gigantesca mano avesse schiacciato una parte della città»









