TERNI – Una situazione definita “cronica, strutturale e ormai insostenibile” è al centro della nuova interrogazione a risposta scritta presentata dai Consiglieri Comunali del Partito Democratico di Terni. Al centro dell’atto ispettivo: la grave carenza di posti nei servizi educativi per la prima infanzia, l’assenza di assunzioni stabili dal concorso pubblico del 2022 per Istruttori Educativi, le criticità evidenziate nel Piano Triennale del Fabbisogno del Personale 2025-2027 e l’incertezza sul funzionamento delle nuove strutture scolastiche in costruzione.
Secondo i dati forniti nella premessa dell’interrogazione, per l’anno educativo 2025/2026 sono arrivate 204 domande per l’iscrizione ai nidi e centri per l’infanzia comunali. Solo 82 bambini hanno ottenuto un posto. Le restanti 122 famiglie – circa il 60% del totale – resteranno escluse da un servizio essenziale. Un dato che, secondo i consiglieri PD, conferma un trend negativo già registrato nel 2024/2025 (con 93 posti disponibili su 198 domande). “Una situazione strutturale che compromette il diritto all’educazione, ostacola la conciliazione tra vita e lavoro, penalizza le donne e aggrava le disuguaglianze sociali” – si legge nel documento.
La seconda parte dell’interrogazione punta il dito contro la mancata utilizzazione della graduatoria del concorso per Istruttori Educativi, indetto dal Comune di Terni nel 2022, regolarmente concluso e con candidati idonei in attesa. A distanza di tre anni, solo un numero limitato di assunzioni – secondo il PD – sarebbe stato effettuato, e il nuovo Piano Triennale del Fabbisogno del Personale per il triennio 2025-2027, approvato a febbraio, non prevede assunzioni stabili per questa figura nel 2025.
Le uniche assunzioni previste sono infatti a tempo determinato e part-time (alcune per soli 6 o 9 mesi) oppure finanziate da fondi esterni. Una strategia che – secondo i firmatari – non garantisce la qualità educativa, compromette la continuità didattica e “mortifica le legittime aspettative dei lavoratori idonei al concorso del 2022”.
Il documento ricorda come l’utilizzo di graduatorie più vecchie – tra cui quella del 2020 – o addirittura di selezioni da altri enti, come il Comune di Spoleto, abbia suscitato critiche e interrogazioni consiliari trasversali negli ultimi anni, rimaste tuttavia “senza risposte chiare, puntuali e documentate”. Il PD denuncia un “vulnus alla trasparenza istituzionale e al ruolo del Consiglio Comunale”, alimentato da una gestione “opaca e parziale” del personale educativo.
L’interrogazione si concentra anche sul futuro delle nuove strutture scolastiche in fase di completamento: il nido “Girotondo”, recentemente riqualificato, e il nuovo asilo di Campomaggiore. Il timore del Partito Democratico è che, senza un piano di assunzioni adeguato, queste strutture “restino sottoutilizzate o addirittura inutilizzabili”, vanificando gli investimenti pubblici. L’interrogazione chiede esplicitamente un cronoprogramma per l’apertura e il funzionamento delle strutture, dettagli sulla dotazione organica prevista e garanzie sulle coperture finanziarie già inserite nel bilancio.
Otto domande chiave all’Amministrazione
Nel documento, i consiglieri PD chiedono risposte su otto punti fondamentali:
- Quali misure immediate per garantire un posto ai 122 esclusi?
- I dati ufficiali sul fabbisogno educativo degli ultimi tre anni.
- Le motivazioni della mancata attivazione della graduatoria 2022.
- Le eventuali alternative utilizzate (graduatorie 2020 o altri enti).
- Il dettaglio delle assunzioni strutturali previste nel Piano 2025-2027.
- Quanti istruttori siano già stati assunti dalla graduatoria 2022.
- L’impegno a fornire risposte esaustive sulle precedenti interrogazioni.
- Il piano operativo per rendere attivi i nidi “Girotondo” e Campomaggiore.


