di Marco Brunacci
TERNI – Se Terni balla da sola. La presidente della Regione, Proietti, fa i Protocolli d’intesa con la Toscana nel nome di Perugia-Assisi-un pezzo di Trasimeno, come fossero in provincia di Arezzo, e Terni va per la sua strada.
Non è ancora secessione, ma si sta sempre più marcando una distanza con Perugia, perfino dentro i partiti della maggioranza. Ecco la situazione.
1.Iniziamo dall’ultima presa di posizione. Fabio Di Gioia, consigliere provinciale di Terni, esponente del Pd, che in verità dalla maggioranza di centrosinistra ha avuto tanti dispiaceri,
chiarisce che il nuovo ospedale di Terni deve essere la priorità della Regione per l’Umbria sud. Punto e stop. Aggiunge che non bisogna giocare a dividere la comunità ternana e con questo risolve la questione di Narni-Amelia, ospedale che va fatto, ma dopo o insieme a Terni.
2.Di Gioia dice con più garbo quello che ha sostenuto da Rombo Di Tuono Bandecchi in tre note distinte. Nell’ultima ha spiegato, ruvido come sa essere: in qualità di presidente della Provincia di Terni fermo tutti i lavori dell’ospedale di Narni-Amelia (e può farlo), se Proietti “non mantiene le promesse fatte in campagna elettorale”, realizzando subito il nuovo ospedale di Terni (che è vecchio di 70 anni).
3.Cico Ferranti, Forza Italia, l’esponente azzurro di gran lunga più votato del circondario, vicepresidente della Provincia di Terni, ha messo nero su bianco l’annuncio di “tutte le iniziative istituzionali” possibili, ma anche “le mobilitazioni di piazza in contestazione”, se non parte il progetto del nuovo ospedale di Terni, che per il centrodestra è stato un’emergenza da risolvere immediatamente mentre adesso per il centrosinistra è diventato solo un fastidioso promemoria.
4.Dal dossier ospedale alla politica: Bandecchi annuncia che si candiderà in Campania come Governatore, correndo in solitaria, e questa è l’ultima conferma che ormai ha idee nazionali per il suo impegno in politica. Nessuno si attende ovviamente che venga eletto, ma questo rende più urgente la questione delle candidature a sindaco di Terni nei vari schieramenti, visto che difficilmente si arriverà a scadenza naturale.
Alternativa popolare dovrebbe andare su Corridore, il centrosinistra, con Di Girolamo e il Pd ternano tra gli sponsor più convinti, sembrano sempre più propendere per Pellerucci, il centrodestra delle segreterie dei partiti ternani sognerebbe di ripetere l’esperimento Masselli, con un candidato “interno” alle medesime ristrette segreterie, ma stavolta di Forza Italia. Un nome? Ad ascoltare i ben informati, nelle prestigiose stanze si spasima per candidare De Angelis.
5.Interessante riflettere anche su cosa sta succedendo dentro al Pd.
A nessuno sfugge che i tamburi di guerra che annunciavano una sfida, senza quartiere e all’ultimo sangue, tra i nordisti di Bori e i sudisti di Spinelli, difficilmente avranno un seguito.
Niente secessione vera e propria, ma neanche una “resa di Appotomax”, tanto meno da parte dei sudisti. Che infatti stanno mandando segnali di pace e di unità ai nordisti.
E dal nord come rispondono? Hanno diffuso una memorabile nota, nella quale si bollano come “messaggi da Temptation island” quelli arrivati dai sudisti.
Perché la nota è memorabile? Perché se un qualunque esponente politico, di qualunque colore, seguisse in televisione il reality citato, andrebbe destituito da ogni incarico, in specie a sinistra.
Ma – scherzi a parte – soprattutto perché la nota dei nordisti mostra come, in realtà, non si vada da nessuna parte con i cavilli regolamentari per rendere la vita impossibile a Spinelli, eletto
segretario provinciale di Terni. Spinelli è un boccone amarissimo da ingoiare per la maggioranza perugina del partito, ma resta lì.
Temptation island o no.
Terni balla da sola.


