PERUGIA – Che c’entra san Lorenzo con “Bella ciao”? Che c’entra l’orchestra che nella festa per il santo patrono intona, sul palco davanti al Duomo, l’inno che a sinistra mettono quando vincono?
E via che riparte la polemica.
E ci si ricorda che Perugia è stata vinta dall’attuale maggioranza per un pugno (non chiusi) di voti.
Lo scorso anno, il 10 agosto, la ricorrenza di uno dei tre santi patroni della città, provocò il primo problema serio alla giunta Ferdinandi.
Problemi di cooperative. Il solito della sinistra.
Finì con un buon pareggio, ma a favore dall’opposizione.
Stavolta c’è una orchestra che, per quanto multietnica, sul palco davanti al Duomo di Perugia, intitolato al santo patrono Lorenzo, dimostra di non avere contezza della festa religiosa, quindi si butta invece sull’ideologico propagandistico.
Via con “Bella ciao”, che nessuno sa quanto sia multietnica, ma vivaddio riesce a scatenare subito l’opposizione.
Infatti è duro dare torto a Luca Merli, ex assessore alla sicurezza della giunta Romizi, che obietta: che c’entra “Bella ciao” con la festa del patrono a spese del Comune, quindi di tutti i cittadini di Perugia, anche quelli non di sinistra?
Merli sostiene che “l’ideologia” acceca la nuova Giunta.
Sicuramente i “multietnici” sono stati invitati per una ricorrenza religiosa. Magari l’assessore al ramo-eventi non li ha avvertiti.
Per rimediare, ecco l’idea: il 25 aprile prossimo, festa laica, tornano i multietnici e debuttano sul palco con l’Ave Maria di Schubert. Per par condicio.
Dall’incidente canoro, segnalato da Luca Merli, al problema generale: l’attuale Giunta ha la piena legittimità di governare come crede, ma sente o non sente la responsabilità di rappresentare anche la metà della città che le ha votato contro?


