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Per l’ospedale di Terni non c’è un soldo? I parlamentari umbri possono chiederli al governo Meloni, se fanno fronte comune

Le sceneggiate su Narni-Amelia, tra ex sindaci e piccoli calcoli elettorali, nascondono solo il vero problema

Marco Brunacci

TERNI – La politica umbra è una maionese impazzita. Su sanità, ospedale di Terni, Narni-Amelia, è necessario mettere un punto fermo.
A. Il centrodestra ha diversi motivi per chiedere l’intervento della Corte dei Conti, in questo sciagurato inizio di legislatura del centrosinistra, e non lo sta facendo.
Ma all’improvviso minaccia di recarsi dal giudice contabile per il nuovo ospedale di Narni-Amelia. La spiegazione? Magari nottetempo la ex sindaca di Amelia, Pernazza, ha preso possesso del timone del galeone dell’opposizione e lo sta conducendo alla battaglia per conto della città che ha amministrato prima di diventare consigliere regionale, cioè assumere un incarico di valenza regionale per fare gli interessi di tutta l”Umbria.
Ma Pernazza, in un suo intervento, chiede anche all’assessore De Rebotti di ricordarsi di essere stato sindaco di Narni.
Stiamo combattendo per gli interessi di Narni-Amelia o per quelli dell’Umbria?
B. E allora chiariamo per l’ennesima volta: Narni-Amelia è l’ospedale spoke di quello di Terni. Terni è il pianeta, l’altro il satellite.
È possibile che ci sia ancora qualcuno che, di fronte a un ospedale vecchio di 70 anni, con alcuni ottimi professionisti costretti a lavorare in condizioni di assoluta precarietà, ritenga che la questione-ospedale di Terni possa essere rinviata a data da destinarsi perchè si deve fare Narni-Amelia, altrimenti ci sono ex sindaco che si offendono?
C. La Giunta di fronte a occupazioni del consiglio o furenti conferenze stampa del centrodestra, ha fatto spallucce. Ma non stavolta. Sono comparsi in video e in voce, la presidente Proietti, e l’assessore-ex sindaco di Narni costernati: “Siamo noi a voler fare l’opedale di Narni-Amelia, non loro”.
Domanda: ma quanti voti ci saranno in palio per una sceneggiata destra-sinistra di questo genere?
D. Volete sapere un’altra verità che dovrebbe andare a dire a Terni gli ex sindaci? Che il mutuo per realizzare Narni-Amelia ricadrà alla fine tutto sulla Asl2, per larghissima parte cittadini di Terni, costretti a rinunciare all’indispensabile ammodernamento del loro ospedale pur di avere a qualche chilometro di distanza il 18esimo ospedaletto umbro.
E. Dato che la Regione Umbria ha deciso di prendersi 184 milioni dalle tasche degli umbri per progettini che sanno di Repubbliche socialiste sovietiche e non un baiocco per la sanità, non resta ce un’unica strada. Pronti a percorrerla.
E. La maionese impazzita è indigeribile. Si torni al punto: servono i soldi per realizzare l’ospedale di Terni, altro che storie. E c’è un solo modo: chiederli, tutti insieme – destra e sinistra – al Governo Meloni.
Qui c’è un ruolo decisivo dei parlamentari umbri, se hanno piacere di fare gli interessi della regione che li ha eletti.
Il Governo Meloni non è obbligato da nessun accordo o nessuna legge a intervenire, ma potrebbe farlo se i signori parlamentari fanno fronte comune. Spiegando che è una necessità di tutta le comunità regionale (Terni è il presidio di frontiera sul lato sud, decisivo per abbattere la mobilità passiva) e non il modo per avere qualche consenso elettorale. Succederà? Vediamo.

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