M.BRUN.
PERUGIA – Block notes di varia umanità.
- La voce che sta girando è sicuramente falsa, ma merita di essere riferita proprio per disinnescarla. Raccontano di un consigliere comunale Pd di nobilissima famiglia che sarebbe – come spiegare? – nella “catena” di selezione del personale idoneo per la Regione (in particolare di Punto Zero). Fosse stato vero, in questi termini, sicuramente la presidente della giunta regionale, Proietti, che tutto segue, sarebbe intervenuta. Non perchè ci siano irregolarità, ma per buona creanza istituzionale. Quindi deve trattarsi solo di un fake.
- Qui c’è gente che sta facendo i conti. A un signore, avvezzo al calcolo avanzato, viene la cifra 40. Sarebbe il numero dei membri della delegazione umbra che si recherà ad Osaka, Giappone, in missione economica. Davvero quaranta? A parte che è un numero con una brutta fama, ma fa decisamente troppo anni Ottanta. E semmai: cosa è successo? il fantasma del compianto ministro e ballerino De Michelis, maestro nell’allestire delegazioni spropositate, si aggira per i corridoi di palazzo Donini? (Ps. si attendono precisazioni sul numero dei delegati e semmai se siano stati interessati i Ghostbuster specializzati in fantasmi di ministri).
- Il meraviglioso mondo di Carlo Calenda: il leader di Azione fa uno show da non perdere, che batte di netto l’imitazione di Crozza, e nella quale dice di essere rimasto allibito perchè la Taverna (M5s) ha costretto Giani a correre con un programma cinquestelle. Ed è esattamente l’opposto di quello che Giani ha fatto finora, afferma Calenda. Quindi: sì reddito di cittadinanza regionale (“sommandolo a quello nazionale ed europeo, che vogliono i cinquestelle, uno va a prendere come un funzionario dell’Inps”, dice Calenda) e invece no termovalorizzatore e gassificatore che pure Giani ha autorizzato. Ma neanche la Media Etruria dell’Alta Velocità, che incide sul destino (ormai sciagurato) degli umbri, perché non si deve consumare il suolo. Una stroncatura dell’accordo Pd-M5s, al ritmo jazz, di cui Calenda è capace. Con un dubbio: vai a vedere che però alla fine il leader di
Azione si allea in Toscana, al pari dell’Umbria, con i centrosinistri,come un Alberto Sordi qualunque che davanti al solito spaghetto rinuncia a “fa l’americano” e afferma suo malgrado: “Mo’ te magno”? - In un’intervista a La Stampa, Ruffini, ex direttore dell’Agenzia delle entrate, sceso in politica con il movimento “Più uno”, sfida ufficialmente Elly Schlein a fare le primarie di coalizione per scegliere il candidato del centrosinistra da schierare contro la Meloni alle prossime elezioni. Non sfuggirà a nessuno che, con questa uscita, l’ala moderata del centrosinistra si candida ad avere un ruolo e dei candidati. Da Roma fino all’Umbria. Stringersi.


