IL FRULLATORE | Cibo e social media: cose che cambiano le nostre tavole

Negli ultimi anni il modo in cui mangiamo, cuciniamo, scegliamo dove andare a mangiare è cambiato radicalmente

DI DIEGO DIOMEDI

I social network (soprattutto Instagram e TikTok ma anche YouTube,Facebook ecc.) sono diventati vetrine quotidiane di ricette, piatti perfetti, storie e scandali. Modellano comportamenti, desideri, aspettative e indirizzano il mercato. 

“Oggi chi mangia chi?”: la ricetta vista online diventa prova in cucina. Molti utenti, infatti, scoprono una ricetta tramite un video breve su TikTok o Reels, la salvano, comprano gli ingredienti, la rifanno a casa. Spesso è qualcosa di veloce, bello da vedere.  C’è un meccanismo “mimetico” molto forte: vedo un piatto che mi intriga, voglio provarlo anche io. Anche se non si è esperti, l’idea di replicare qualcosa che “funziona” sui social, che riceve commenti positivi o like, è forte. L’aspetto visivo è determinante. Si parte dalla presentazione, il colore, l’estetica del piatto, la luce, il contesto, la “storia” (la narrazione) che c’è dietro al piatto (ingredienti, origine, ricordo). Spesso la ricetta non è solo per mangiare, ma per raccontare qualcosa si parte da altro che sia la passione (vedi Giorgione), la sostenibilità (tanti esempi), il “fatto in casa” (Benedetta Rossi). Insomma, si vende la cosa più importante nel cibo, la percezione di quello che si ha nel paitto. 

Ma poi, si va al ristorante?

Sì, l’influenza non si esaurisce nella cucina. Vedere un influencer che prova un ristorante, un locale nuovo, piatti originali spinge le persone a uscire, cercare nuove esperienze gastronomiche, condividere con amici. Meglio se quell’influencer ha anche un ristorante (si veda il fenomeno Max Mariola che da Roma parte per aprire il suo ristorante a Milano, luogo pronto ad accogliere il fenomeno social e a dunque portare il tutto esaurito quasi sempre. 

I social poi amplificano le recensioni attraverso le immagini dei piatti, l’atmosfera, le “stories” dal tavolo. Fenomeno che piace molto nell’ultimo periodo sono i reel del “dietro le quinte” di un ristorante. Si crea una sorta di “consenso digitale”. Se molti parlano bene di un posto, se circolano recensioni con foto curate, il ristorante diventa “instagrammabile”, desiderabile. 

Passando ai numeri e alle persone: quali sono i protagonisti del settore food in Italia, che tipo di influenza esercitano, e cosa li rende efficaci? Alcuni nomi di spicco, food influencer noti che emergono nei ranking recenti: Benedetta Rossi (@fattoincasadabenedetta) – è spesso in cima alle classifiche. La sua forza è la semplicità: ricette casalinghe, facilmente replicabili, che parlano al grande pubblico. Chiara Maci (@chiarainpentola) – ricette ma anche lifestyle, famiglia, splendide immagini. Ha un seguito forte su Instagram. Giorgio “Giorgione”Barchiesi nel suo clima disteso di ricette tradizionali, amore per la materia prima e relax tra i fornelli. Per molti Giorgione Orto e cucina è un vero esempio di come si sta in cucina, di cosa si mangia, di come si mangia e di come si racconta quel che si mangia. 

A Teni abbiamo la fortuna di avere un festival (il TIC Festival) dove tutti gli anni centinaia di influencer si ritrovano a parlare con la città. Tra questi, tanti food influencer che portano la loro storia, visione e azione raccontando la normalità del gesto all’interno di una straordinarietà nella visione. 

Sismografo

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