di Vincenzo Silvestrelli*
PERUGIA – Dal 2021 l’Associazione Eticamente in collaborazione con vari comuni dell’Umbria e delle Marche (Todi, Umbertide, Scheggia, Costacciaro, Gubbio, Sant’Anatolia di Narco, Passignano, Serra Sant’Abbondio) e con l’ISUC ha cominciato a interessarsi delle problematiche economiche e di welfare dei borghi, iniziando da alcuni aspetti storici per poi proseguire con la collaborazione ad iniziative di turismo lento e di ricostruzione di filiere come quella del legno e dei cibi di qualità.
E’ un impegno che si amplia perché fa conoscere le specificità delle comunità locali che rappresentano una grande ricchezza, in primo luogo umana e identitaria e poi economica della nostra regione e di quelle vicine.
Su questi temi fa piacere trovare realtà importanti che si impegnano con passione, competenza e proposte concrete, mettendo a disposizione il loro patrimonio di conoscenze e la loro capacità di incidere socialmente. Per affrontare il problema dello spopolamento occorre infatti creare reti di relazioni che offrano soluzioni innovative e insieme tradizionali. In particolare la CISL ha avuto una particolare sensibilità e una concreta attività. La FNP Cisl Umbria ad esempio aveva organizzato il convegno «La bellezza dei borghi» il 17 marzo 2023 a S. Anatolia di Narco, che portò anche alla riapertura di un recapito INPS nella frazione.
L’ultima iniziativa è stata il convegno sul tema della desertificazione bancaria che si è svolto a Perugia il 23 settembre 2025. La presidente della Regione Stefania Proietti ha sottolineato nel suo saluto che le banche italiane fanno profitto, ma, nonostante questo, diminuiscono gli sportelli. Questa situazione impatta in particolare sugli anziani e sulle imprese.
I dati presentati dal segretario della First Cisl , Roberto Contessa e dal segretario CISL Umbria Angelo Manzotti, sono impressionanti per l’aumento dei comuni desertificati. Ben 53.000 persone risiedono in comuni sprovvisti di sportelli bancari e ben 3.400 imprese hanno sede in comuni senza sportello. Un quarto della popolazione umbra però vive nelle cosiddette aree interne e ha sempre meno servizi anche in ambito sanitario oltre che bancario. In Umbria, ha sottolineato Manzotti, il problema della desertificazione iniziò con la dismissione progressiva dei centri direzionali delle Banche locali (Cassa Risparmio di Perugia, Foligno, Spoleto, Terni, Narni, Banca Popolare di Spoleto)a partire dagli ’90.
La CISL Umbria sta inoltre organizzando un convegno sul tema «La sanità nelle aree interne dell’Umbria» per il prossimo dicembre a Costacciaro per sollevare l’attenzione sui servizi sanitari anche in vista dell’adozione del nuovo piano regionale sanitario.
Le cause di questa situazione di disagio delle aree interne sono complesse, sia culturali che economiche. Come sottolineato da Luciano Malfer, ex dirigente della Agenzia per la Famiglia della Provincia Autonoma di Trento e ora dirigente della Fondazione Bruno Kessler, il primo punto è la scarsità della popolazione nelle aree interne. Dal punto di vista economico invece una economia basata sempre più sulla finanza globalizzata anziché sulla produzione, astrae le banche dal territorio, trasformandole in gestrici di movimenti finanziari. Occorre ritornare alla economia reale, basata sulla valorizzazione delle produzioni e delle eccellenze dei territori. E’ stata anche questa la tradizione del movimento sindacale si matrice cattolica che in Italia ed in Germania favorì la nascita delle banche locali. Si potrebbe ricominciare dall’Umbria?
*presidente associazione EticaMente


