di Marco Brunacci
PERUGIA – Pronti per una breve (ma indispensabile) guida all’annuncio della candidatura a sindaco di Perugia da parte dell’inventore di Eurochocolate nonché Archimede Pitagorico della Città del cioccolato (che per l’appunto si inaugura mercoledì).
- Cosa dicono dell’annuncio della candidatura a sinistra? Grandi alzate di spalle. Si sarà inventato una storiella per lanciare la sua città (quella del cioccolato). Una furbata. Tranquilli, vedrete, esce dal box, sopra una molla, e dice: “Non scherzavo affatto, mi candido a diventare il sindaco, non della città di Perugia ma della Città del cioccolato”. Risata. “Ci avevate creduto, eh?”. Giro di vassoi con piccole maitre patissier al cioccolato (senza esagerare). Pacche sulle spalle. Un bel sorriso pieno della sindaca Vittoria. Un sospiro di sollievo. Ci siamo divertiti.
- A destra sono così messi male, diciamo che sono così in mezzo al guado, che alla fine un Guarducci candidato sindaco potrebbe perfino salvarli dall’impaccio. Però i più lungimiranti riflettono: possibile che un imprenditore, attento ai bilanci, allergico a chiudere in rosso anche l’ultima delle sue kermesse, maestro del “niente eccessi” anche per le bustine del the, si metta in un’avventura del genere? No, è solo un gioco: domani si mette di trequarti in favore di telecamera social e spiega: “Voglio essere il primo sindaco della Città del cioccolato”. E ai poveretti del centrodestra tocca davvero cercarsi un candidato per Palazzo dei Priori.
- Vanno però ascoltati i cittadini semplici: in questa grande giostra della politica politicante di oggi perchè non lui sindaco, vecchio-nuovo capitano di ventura, al secondo piano del palazzo Comunale. Peggio di altri sicuro non fa.
- Attenti, girarsi lentamente perchè arrivano i retroscenisti, quelli che la sanno lunga: guardate bene – dicono – il Guarducci ha saputo che Vittoria Ferdinandi è pronta a spiccare il volo per il Parlamento nazionale, come una sposa con uno strascico ancora lungo di simpatie, prima che si mettano di traverso i più accidiosi dei suoi concittadini. Ecco il vero motivo per cui si è proposto.
- Non muovetevi, dal fondo del portone spuntano i complottisti: Guarducci ce l’ha su con la Vittoria, lui ha l’immagine del centro del centrosinistra, quello strapazzato come due uova al tartufo nelle scelte delle due giunte (perugina e regionale). Può brandire la spada dell’angelo sterminatore contro i seminari sulla cultura queer, sul woke, sui gender. Parlerà di business. Agirà, armato da Locchi e Boccali e perfino di Cristofani, dai governisti tutti del Pd, con la foto sul petto di Raffaele Rossi, come fosse Charlie Kirk.
- Sciocchi, ribattono gli evidentisti: è solo un gioco. Mercoledì sera tutto sarà finito. Ma lui sarà riuscito a lanciare la Città del Cioccolato con un brillante stratagemma (e in fondo sarà un peccato, perchè almeno con lui ci si divertiva, ma questo è il finale più ovvio).
Epperò volendo cercare di prendere un po’ sul serio il genio un po’ mattocchio dell’inventore di Eurochocolate, chi sarebbe disposto a votarlo? Brevissimo sguardo panoramico in città (niente che somigli a un sondaggio, mi raccomando, se no chi li sente i neoconvertiti al Verbo del campo largo?).
A. Vota Guarducci sindaco chi ne ha così le tasche piene di questa politica, che voterebbe chiunque, ma soprattutto uno simpatico.
B. Vota contro, invece, chi ha subito il jingle della Lindt suonato a ripetizione, sotto la sua finestra, per una settimana intera, 700 volte al giorno, che è più di quanto nostro Signore ha detto di perdonare.
C. Vota, infine, a favore chi ritiene che Perugia e l’Umbria sono arrivate a un momento nel quale hanno un motore tanto imballato, che qualunque tentativo di accelerare, in qualunque direzione, va ritenuto un dono del Signore.
Come chiude la nostra breve guida? La candidatura sembra solo un dolcetto-scherzetto di Halloween, ma bisognerà pur sognare, no?


