M.BRUN.
TERNI – È curioso, ma nel nord dell’Umbria non si sono accorti che Terni sta esplodendo sulla questione sanità, finora gestita a livello regionale in maniera da considerare almeno sciagurata.
E qualcun altro, che invece se ne è accorto, ritiene che questo non sia un fatto decisivo – come invece è – per l’Umbria intera.
A questo punto diventa importante l’iniziativa del vicepresidente della giunta provinciale di Terni e consigliere comunale di Forza Italia, Cico Ferranti, di proporre al consiglio comunale di domani, di «recarsi come consiglio comunale di Terni», sotto la sede di palazzo Donini a Perugia, sede della giunta regionale.
«Questo atto rappresenterebbe – dice Ferranti – in modo chiaro e deciso, quello che è il sentiment di una città e sarebbe un atto coerente, con la manifestazione d’interesse pubblico approvata relativamente a questa progettualità dal precedente consiglio comunale, con ben 29 voti a favore e tre astensioni, quindi con una ampissima convergenza politica, che vide votare a favore anche quelle forze di sinistra che oggi governano la Regione».
Le manifestazioni spesso sono confuse, strumentali, servono più alle esigenze degli organizzatori che a perseguire finalità di pubblica utilità.
Stavolta invece manifestare potrà essere un pro memoria importante in questa incredibile vicenda, con la Regione che gioca contro Terni, non avendo elaborato alcun piano concreto per la sua seconda città capoluogo e che rischia – pochi se ne rendono conto – di finire stritolata anche nelle piccole logiche della provincia (vedi la questione Narni-Amelia).
Ferranti è convinto che l’iniziativa andrà in porto e che «molti cittadini , non solo ternani, ma di varie aeree dell’Umbria del sud, si uniranno a questa iniziativa».
La conclusione di Ferranti: «E’ indispensabile che la giunta regionale, che con questa impugnazione al Tar si sostituisce ai privati e ai loro legittimi interessi, cambi posizione e rinunci a svolgere un’attività che penalizza gli interessi e le esigenze di Terni e della sua provincia».
E aggiunge una nota politica: «La visione dimostrata dal campo larghissimo a livello regionale è fortemente miope. Difatti il problema delle liste di attesa nella sanità pubblica, non interessa solo l’Umbria del sud, ma l’intera regione, una nuova clinica privata che scontati tutti gli iter autorizzativi (autorizzazione – accreditamento) potrà avere posti letto convenzionati, sarebbe di supporto a tutto il sistema sanitario regionale, non a caso a fine 2022 la precedente giunta regionale realizzò un nuovo piano dei fabbisogni, che ha previsto 80 posti letto accreditabili per l’area del ternano, superando di fatto le prescrizioni indicate dalla conferenza dei servizi decisoria in precedenza».


