PERUGIA – Sembrano così lontani, eppure sono così vicini i fasti dell’Aeroporto dei record, salvato dal fallimento e poi rilanciato sotto l’azione del precedente governo regionale, che aveva conquistato con esso gli onori delle cronache.
Di quei tempi restano solo i passeggeri, che anche quest’anno batteranno un record restando sopra quota 600.000.
Su tutto il resto nubi fosche, con un bilancio previsionale 2025 presentato alla Regione in forte perdita (meno 300.000 euro e secondo bilancio in negativo consecutivo della gestione Proietti).
Curioso notare come il collegamento Perugia-Lombardia (via Bergamo Orio al Serio, terzo aeroporto italiano, primo hub internazionale low cost del nostro paese ed in 40 minuti collegato quotidianamente a Milano Centro) indicato dalla Presidente Proietti come causa del precedente bilancio negativo e per questo chiuso, non ci azzeccasse nulla con la perdita.
Tanto che quest’anno, appunto a rotta chiusa (a fronte di zero collegamenti alternativi con il nord del Paese) la perdita ci sarà lo stesso.
Ed è una perdita che fa paura, perché è la seconda consecutiva e la Legge Madia impone lo scioglimento della società (quindi la chiusura dell’Aeroporto) alla terza.
Intanto Confindustria, proprio a causa della cessazione della rotta con il cuore industriale del Paese, ha tolto il fondo da 180.000 euro che appostava a sostegno dell’Aeroporto. E come dargli torto.
Ma non sono solo gli aspetti finanziari a preoccupare.
È sempre indiscrezione di oggi che Ryanair, che aveva dato credito alla disponibilità della Proietti di cancellare la tassa sugli atterraggi (che invece è di competenza nazionale e sostiene i Comuni e per questo fu difesa da Tesei che non voleva favorire una multinazionale straniera a danno del territorio), di fronte alla latitanza della nuova Presidente ha proposto un piano rotte incrementale per il 2026 da far sorridere. Lamezia Terme (già presente stabilmente nella passata gestione) e poi Atene, Dublino e la sperduta cittadina di Baden Baden, nota per gli orsi di Natale.
Tutto questo al costo di altri 2 milioni per la Regione. Verrebbe appunto da sorridere se non fosse che un piano B per le rotte la Regione non lo ha e che quindi Parigi, Madrid e Francoforte restano un miraggio, non solo con Ryanair, ma in generale con tutti gli operatori.
Così, essendo ormai arrivati a novembre, Umbria7 è pronta ad anticipare che anche nel prossimo 2026 resterà vigente il piano rotte Tesei 2024, senza Bergamo e Lamezia e senza miglioramenti.
Insomma un anno di gestione e due di programmazione del nuovo governo regionale in cui perdite e mancanza di strategia rischiano di minare anche l’Aeroporto dell’Umbria, con i sindacati già sul piede di guerra ed in pressing su Palazzo Donini.


