M.BRUN.
PERUGIA – Eurochocolate show, su il sipario. Le novità.
1.Lo scrigno di Luisa Spagnoli. La recente tradizione orale narra che a Nicoletta Spagnoli sia spuntata improvvisa una lacrima quando, per la prima volta, è entrata qualche tempo fa nei locali dove “tutto ebbe inizio”. Quei locali della Confetteria Corelli che la nonna Luisa, con Annibale, trasformarono nella più straordinaria intrapresa industriale di Perugia, destinata a renderla famosa nel mondo. Con i Baci nacque la Perugina. Un sogno, inseguendo la bellezza, poco dopo anche negli abiti. Oggi per i visitatori c’è la possibilità di partecipare a un Laboratorio, direttamente tra le mura che hanno fatto la storia.
2.Le stelle di Ada Gourmet. Eurochocolate è una manifestazione pop. Da quest’anno, però, oltre le Nuvole del tema prescelto, si possono vedere le stelle. Il patron Guarducci ha fatto innamorare Ada del cioccolato e della sua storia, Ada. Lei, artista severa, ne ha fatto piatti stellati. Stile essenziale, rigore nelle forme e nel pensiero della sua cucina. Partendo dalla cura della materia prima, che coccola, conduce in percorsi, fa vibrare con accenti sconosciuti. I colori guidano i sapori. La creazione diventa proposta, la proposta sinfonia. Un finocchio come l’oboe, la striscia di mais come il violino, la salsa di cacao un flauto educato ad accompagnare. Dalla vetta della semplicità, l’aereo succo del melograno con un sentore fumè, fino a un carpaccio minimo di baccalà, in un cucchiaio di sapori così come appena usciti dalla dispensa di una nonna amorevole, portando con sè tutto il gusto, ma dopo essersi fatto lieve. Il piatto Eurochocolate? Una sfoglia con un ripieno di cinghiale e cacao, forte e gentile. Il consommè al Sagrantino che la avvolge arriva in tavola in un nido uscito da un bosco d’autunno. Legno, foglie, vino della colline umbre, richiami di color burgundy, il rosso che sfuma nel porpora. Come si dice oggi? Un’esperienza.



3.Il Museo della Città del Cioccolato. E’ il più bel museo del mondo? Decideranno i visitatori. E’ un museo che racconta la storia di passione, di genio perugino prendere o lasciare, di amore non affettato, di intuizioni che riescono a vivere di vita propria. E’ il museo di Eugenio Guarducci. Da non perdere (anche lo scivolo racchiuso in un tubo giallo e la parete Coca Cola).
4.La terrazza. In attesa dell’ovovia che colleghi la novità della Città del Cioccolato con la Città della domenica, che magari arriverà e non così lontano fino a noi, passate tra le volte del Mercato coperto e ammiratela. Uno sguardo dalla grande terrazza, finora quasi nascosta, apre spazi irraggiungibili in altri punti della città, la Perugia che non vuol stupire ma accogliere, la bellezza mai aggressiva, perfino riservata, e che non chiede di essere solo visitata ma vissuta.
5.L’Africa per noi. Il nuovo slancio quasi missionario di Eugenio Guarducci per i Paesi che hanno, e raccolgono, la materia prima che diventa cioccolato, è da cogliere. Un percorso nei CountryCacao, una piccola scienza e un esercizio per far sbocciare un affetto sincero. Non si sa se Guarducci vincerà la scommessa di creare, vicino a chi raccoglie materia prima, le fabbriche del cioccolato. Ma almeno conoscere questa nuova realtà si può nei laboratori proposti da Eurochocolate versione 2025. Anche qui: come si dice oggi? Un’esperienza.


