Altri tristi report dalla Caporetto della sanità Proietti-Donetti: spariti i 128 milioni destinati all’ospedale di Terni

SPOTLIGHT di MARCO BRUNACCI | Nel nuovo Defr, i soldi lasciati da Tesei non sono più al loro posto. Per cosa sono stati usati? Si può cambiare destinazione, ma bisogna dirlo. Di sicuro si allontana la soluzione per una questione che interessa la Regione solo a parole. In arrivo un nuovo consiglio comunale aperto

di Marco Brunacci

TERNI – Nuove cupe ombre sull’ospedale di Terni. Altri tristi report da quella Caporetto che è la gestione della sanità targata Proietti-Donetti.
Il Documento di economia e finanza della Regione (Defr), appena reso pubblico, contiene un solo accenno all’ospedale di Terni. Dice che la Giunta regionale vuole realizzarlo, senza dire dove e come. Evviva, sono cinquant’anni che le giunte umbre vogliono farlo e non trovano il momento giusto.
Ma qui è un’altra la cosa da capire: dove sono finiti i 128 milioni che erano stati legati dal Documento di fattibilità della giunta Tesei alla nascita della nuova struttura sanitaria ternana?
Umbria7, in più occasioni, aveva anticipato che i soldi erano stati evidentemente destinati ad altri impieghi. Niente di illegittimo. A patto che si dica dove sono finiti e perchè sono finiti altrove.
Di più non possiamo aggiungere proprio perchè di trasparenza qui ce n’è zero: si racconta che qualcosa dei 128 milioni sia finito in piccoli lavori all’ospedale di Pantalla o in altri ospedali periferici del territorio. Ma chi lo sa.
Tutto questo significa una cosa sola: che l’ospedale di Terni, con ogni probabilità, non si farà mai, perchè è assolutamente fuori dal mondo che il Governo nazionale possa dirottare 600 milioni sulla
piccola Umbria (quanto dovrebbe dare alle altre regioni?), una Regione che stratassa i cittadini e usa i soldi per fare di tutto e di più, meno che per la sanità. E soprattutto per l’ospedale di Terni.
A quel che si dice è imminente la convocazione di un nuovo consiglio comunale aperto sull’argomento da parte della presidente Francescangeli, alla quale sono cadute le braccia a leggere il Defr.
Certo: se le ruspe per la nuova struttura andassero avanti a chiacchiere sarebbe già nato un nuovo ospedale di 8 piani.

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