di ELENA CECCONELLI
TERNI – Un confronto intenso e necessario quello andato in scena a Umbria Libri Terni, dove Dalia Edizioni ha proposto la tavola rotonda “Raccontare il femminile: ridisegnare il mondo”. Protagoniste Alessandra D’Egidio e Cinzia Proietti, impegnate a raccontare due opere corali che affrontano il tema del femminile nella società contemporanea: “Anche se non sto gridando”, a cura di Cinzia Proietti, e “La terra inesplorata delle donne”, a cura di Sara Durantini. All’incontro sono intervenuti anche Patrizia Fortunati, Gabriele Giuliani e Leonardo Taverni, contribuendo a un dialogo plurale, aperto, capace di far emergere ciò che spesso non trova spazio: esperienze, ferite, resistenze e nuove possibilità.
Proietti, curatrice del romanzo corale “Anche se non sto gridando” — scritto da sei donne e sei uomini — ha sottolineato come il libro affronti la violenza in tutte le sue forme attraverso coppie di voci che si confrontano, uomini e donne insieme. «Non solo voci femminili», spiega, «ma più punti di vista per affrontare una tematica di cui oggi si parla sempre più spesso. Una violenza che non grida, che non parla: noi vogliamo dare voce a chi non ce l’ha e aiutare chi vive questa difficoltà a non sentirsi solo. Unire le voci per fare rumore, per gridare insieme».
D’Egidio definisce il progetto «molto bello e necessario», spiegando di aver affrontato il tema della violenza sui minori. «Racconto la storia di una bambina sola, perché la solitudine può portare anche a comportamenti violenti verso sé stessi. E la violenza era anche tutto ciò che circondava quella bambina». Un tema che, sottolinea l’autrice, risuona con i recenti fatti di cronaca legati al mondo delle “Farfalle” dello sport, dove la fragilità minorile e la pressione dell’ambiente esterno diventano terreno fertile per dinamiche di sopraffazione.
Due libri, due prospettive, un’unica direzione: dare spazio all’invisibile. Perché solo ascoltando le storie — quelle taciute, soffocate, mai gridate — si può davvero iniziare a ridisegnare il mondo.




