M.Brun.
PERUGIA – «Strade e lavori, Perugia rischia il tilt» ha titolato Umbria7 due giorni fa. Aggiungendo che è oggi ufficiale: il Comune ha messo a bilancio 90 mila euro per dati sul traffico che c’erano già, perché erano numeri chiesti all’Anas, vent’anni fa, niente meno che dalla allora presidente della Regione, Rita Lorenzetti, e che hanno trovato puntuale conferma – come abbiamo ricordato- fino all’era Melasecche. Con un delicatissimo motivo di allarme in più: i lavori per le rampe potrebbero incrociarsi con la manutenzione delle due gallerie di ingresso a sud.
Sul delicatissimo argomento fornisce nuovi elementi proprio l’ex assessore Melasecche, preparatissimo sul tema, capace di inondare di dati gli avversari fino a sfinirli.
«La legislatura Proietti – dice- sarà caratterizzata in quell’area da difficoltà enormi dovute all’adeguamento delle due gallerie Pallotta e Madonna Alta, rispettivamente: la prima con due anni di lavori solo di notte con trasferimento del minor traffico in città o sull’altra galleria che diventa pericolosamente a due sensi di circolazione con inizio programmato a gennaio; la seconda con interruzione totale del traffico ma durata inferiore nella estate 2026».
E a questo disagio, già enorme, si devono sommare i tre anni di lavori sulle rampe di accesso alla città, che verranno costruite però senza un contesto di strade capaci di ridurre, in un futuro, almeno non troppo remoto, l’impatto del traffico sulla città.
Melasecche ammonisce: «I perugini, ma non solo, si renderanno conto della importanza ed urgenza di creare un’alternativa agli attuali percorsi».
E lancia anche una freccia avvelenata: «Nel corso della prossima campagna elettorale le rampe non saranno inaugurate probabilmente per cui non vi sarà neanche il piccolo vantaggio della fluidificazione del traffico ma il disagio del cantiere».
Da qui un rilevante blitz tecnico sulle due gallerie, che diventa un monito: «La galleria Pallotta, che è diritta, viene riqualificata con dei prefabbricati curvilinei in cemento armato, i quali vengono spinti l’uno dopo l’altro con relativa impermeabilizzazione nello spazio intermedio e poi dove viene poi gettato il calcestruzzo. Per la galleria Madonna Alta, che ha curve, l’Anas deve utilizzare il criterio tradizionale, quindi fresare l’attuale struttura e gettare in opera il cemento».
Tempi lunghi e problemi complessi da risolvere
Il tutto – va sottolineato con un brivido alla schiena – senza aver affrontato nè il Nodo il primo nè il secondo stralcio del Nodo.


