Emergenza liste d’attesa/ La riunione con i privati? Una farsa. In Regione litigano, non hanno idea e rinviano tutto un’altra volta

Erano annunciati nuovi budget e strategie. I soldi ora ci sono, ma non si usano. Raccontano che sia pronta una delibera, ma Proietti e Donetti (entrambe ieri assenti) non trovano il tempo e il modo di incontrarsi

di Marco Brunacci

PERUGIA – La riunione annunciata in esclusiva da Umbria7, non è stata una riunione ma un’apocalisse.
È durata una manciata di minuti, con almeno 60 dei rappresentanti delle 65 strutture di sanità privata umbra delusi, arrabbiati, offesi.
Gli operatori erano stati convocati in fretta e furia dalla Regione per avere contezza dei nuovi criteri sul convenzionamento delle prestazioni sanitarie, decisivi per l’abbattimento delle liste d’attesa, angoscia quotidiana dei cittadini umbri.
Tutti si aspettavano la presidente-assessore Proietti o almeno la megadirettrice Donetti (troppo sperare in tutte e due), che spiegassero le nuove modalità di impiego delle strutture private accreditate e convenzionate, ma nessuna delle due plenipotenziarie della sanità regionale risultava presente, pensando bene di lasciare la patata bollente alle tre dirigenti dell’assessorato.
Anche perché, fino a ieri, gli uffici regionali, a vario titolo consultati, si erano sperticati nell’assicurare che tutto era fatto e pronto e che dal primo gennaio 2026 si sarebbe partiti con una nuova e diversa organizzazione, abbandonando vecchie logiche e posizioni di potere precostituite.
Nossignore, contrordine, niente di tutto questo.
Le tre dirigenti regionali (Ricci, Boco, Socci), sostenendo che la Regione non avesse ancora chiari i fabbisogni complessivi, comunicava una nuova proroga a febbraio, con possibilità di estensione fino a giugno. Per chi ci capisce, così finisce in cavalleria tutto il 2026.
Cosa è successo?
Prima i fatti. La Regione ha a disposizione:
A) nuovi soldi del Governo dal riparto del Fondo sanitario.
B) nuovi soldi dal Governo per l’abbattimento delle liste d’attesa.
C) 184 milioni in piu’ di tasse pretese dagli umbri.
E invece che fa? Non rinnova né le strategia né i budget.
E non sa come utilizzarli per trasformarli nell’atteso bazooka per abbattere le liste d’attesa.
Volete sapere che voce
circola in Regione?
Che esiste da giorni una Delibera di Giunta pronta, che gli uffici sostengono essere definita da tempo sul piano tecnico, ma che presupporrebbe un incontro finale tra la Proietti e la Donetti le quali, all’evidenza, non riescono a mettersi sedute insieme cinque minuti per discuterne. Altro che fabbisogni. L’unico fabbisogno è che ci vuole un’idea condivisa all’altezza della situazione di emergenza. E questa idea non c’è.
Inoltre sembra che le azienda sanitarie – che hanno ben chiari i fabbisogni complessivi – avessero già preparato gli atti per la manifestazione di interesse riservata alle strutture accreditate ai fini del convenzionamento.
Quindi tutto come prima. Gli unici soddisfatti? Potrebbero essere quelle strutture che da parecchio tempo hanno il loro spazio e che non hanno tutto questo slancio nel condividerlo con altri.
Ma qui il problema non è certo di interessi spiccioli. Il problema sono le esigenze dei cittadini e il diritto alla salute.
La Regione quand’è che smette con i rinvii e intende occuparsene?

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