di Marco Brunacci
TERNI – Una buona giornata per Ast e per Terni.
Sono 350 i milioni di euro deliberati da Invitalia nella sua ultima riunione. Sarà anche un po’ ridotta la portata dell’Accordo di programma per le Acciaierie di Terni e però, contando anche sui 200 che deve aggiungere Arvedi, fanno una cifra ragguardevole, e non solo se rapportata alla piccola Umbria e alla piccola Terni.
È una garanzia di futuro.
Tranquillità e stabilità per i 2500 dipendenti di Ast, cui va aggiunto l’indotto. E con loro tutta la città di Terni, che ora ha una prospettiva certa.
Il Governo e Arvedi investono su Terni. L’impegno c’era già. I primo atti sono compiuti, ora si tratta di fare più in fretta possibile.
Lo stabilimento sarà radicalmente rinnovato, l’impatto sull’ambiente cittadino ridotto ai minimi.
L’acciaio made in Terni sarà per molto tempo ancora all’avanguardia, non solo nazionale.
Sicuramente (così almeno si ritiene) saranno stati informati i vertici della Regione, la presidente Proietti e l’assessore allo sviluppo economico, De Rebotti, anche se non si è avuto modo di ascoltare la loro voce.


