«Contro i maranza ci vogliono più telecamere»

Il giudice Angelo Matteo Socci invita ad intensificare i controlli e a rivedere la politica del Welfare

AU. PROV.

TERNI – Terni completamente videosorvegliata. Come Londra e tante altre città d’Europa.  Una ricetta per rendere la città più sicura e vivibile.  Per metterla al riparo dalle continue scorribande  dei maranza, i giovanissimi che imperversano armati di coltello e prepotenza. Il giudice della Suprema Corte di Cassazione, non si sottrae dal commentare l’emergenza del momento. Gli episodi particolarmente violenti di via Fratti, del parco Ciaurro e del centro in genere, richiedono una risposta corale della città. Non può essere lasciato tutto nelle mani delle forze dell’ordine e della magistratura, per Socci. Occorre lavorare sulla prevenzione: «La città deve anzitutto dotarsi di telecamere di ultima generazione. Di molte più telecamere di quelle che ha adesso. E nessuna area deve restare scoperta. E’ una spesa sostenibile e necessaria a controllare tutti i luoghi di socializzazione, ma anche i parchi e le aree meno trafficate. I recenti avvenimenti ci dicono, infatti, che nessuna zona della città è immune da aggressioni e rapine».

Accanto alla videosorveglianza c’è tutto il mare di una città in recessione, con dinamiche di blocco dei grandi progetti di sviluppo che fanno ristagnare Terni. E a pagare sono le nuove generazioni. Che Terni, ormai, è in piena recessione, è un dato oggettivo e invertire la rotta significa riprendere i temi di sviluppo economico e sociale come la costruzione del nuovo ospedale, della a clinica privata collegata allo stadio; il tema dell’Università.   «Terni non può fermarsi. Dove c’è ricchezza c’è occupazione e dove c’è occupazione c’è molta meno delinquenza».  

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