TERNI – Questa mattina, 16 gennaio 2026, presso il polo chimico di Terni le Segreterie regionali e territoriali di FILCTEM-CGIL, FEMCA-CISL, UILTEC-UIL si sono riunite in assemblea con le lavoratrici e i lavoratori della Moplefan per discutere della situazione preoccupante in cui versa l’azienda.
«Dopo la comunicazione del 13 gennaio da parte dell’azienda ai sindacati della richiesta di accesso alla procedura composizione negoziata, – si legge in una nota firmata dalle segreterie territoriali dei sindacai – la mancata risposta alla nostra richiesta di pagamento della mensilità di dicembre e della tredicesima, ieri, 15 gennaio, è arrivata un’altra doccia fredda: il Ministero del Lavoro ha richiesto chiarimenti in merito alla vecchia cassa integrazione in vigore da novembre 2023. Questo inevitabilmente rallenta e potrebbe compromettere l’approvazione della proroga dell’ammortizzatore sociale a partire dal 1° dicembre 2025, lasciando le lavoratrici e i lavoratori in un limbo di incertezze, sospesi tra un’azienda in crisi e una burocrazia cieca».
«Il tempo delle attese e della fiducia senza seguito ormai è scaduto, – proseguono i sindacalisti che firmano il comunicato, Ribelli, Sassone e Gramaccioni – pertanto come Organizzazioni Sindacali insieme a tutte le Lavoratrici e ai Lavoratori ci appelliamo alle Istituzioni locali e chiediamo che le stesse congiuntamente al MIMIT e al Ministero del Lavoro si mobilitino per garantire in primis ai Lavoratori l’ammortizzatore sociale e per trovare una soluzione urgente alla situazione industriale in cui verte l’azienda. Infatti nell’ultimo incontro al Ministero, mentre noi continuavamo a sottolineare l’acuirsi delle difficoltà per le lavoratrici e i lavoratori e la criticità della tenuta aziendale, ci era stato chiesto di “avere fiducia nel progetto”, adesso quel progetto sta crollando e a pagare sono le lavoratrici ed i lavoratori».


