AU. PROV.
TERNI – Sono state installate oltre dieci anni fa. Sono le fioriere mobili di piazza Solferino. Elementi di arredo urbano che in genere coniugano funzionalità e design, progettati per impedire la sosta abusiva in una delle piazze più belle della città e al tempo stesso renderla ancora più bella. Ancorati a terra, ma con un sistema di apertura e chiusura comandato a distanza. Infatti, per un bel po’, si muovevano. I commercianti di piazza Solferino, per le operazioni carico e scarico delle merci, le spostavano. E così facevano le forze dell’ordine per interventi speciali. Invece, anche pochi giorni fa i vigili del fuoco sono dovuti passare di lato, perché le fioriere nono si muovono più. Sono bloccate.
Se è vero che furono posizionate sul lato di via Garibaldi per impedire alle auto di scambiare la piazza per un parcheggio abusivo a cielo aperto e preservare così pavimentazione di pregio, gli arredi e la scultura di Ajmonino, è vero anche la manutenzione andava fatta. Per legge ogni sei mesi. Invece, con gli anni, il dispositivo di sicurezza si è rovinato e le fioriere da mobili sono diventate immobili. Non rispondono più ai telecomandi che Palazzo Spada aveva consegnati ai commercianti e alle forze dell’ordine. Stessa sorte è toccata ai pilomat all’imbocco di piazza della Repubblica, ai dissuasori messi a protezione di piazza Clai e di altre aree pedonali del centro città. Soldi pubblici gettati al vento. Rimedi contro la sosta selvaggia che invece ha ripreso ad imperversare proprio in piazza Solferino, piazza Clai, via Angeloni, piazza della Repubblica.


