Caso Ranfa, la presidente attacca: «Offese al mio aspetto fisico»

«Nessuna “forma di vittimismo” e nessuna “necessità di visibilità”, ma la volontà di invitare tutte e tutti ad abbassare i toni»

PERUGIA – Prima gli attacchi alle «intimidazioni sotto casa» da parte della maggioranza, poi le accuse di «vittimismo» da parte dell’opposizione. Adesso sul cosiddetto caso Ranfa interviene di persona la presidente del Consiglio comunale che mostra alcuni dei messaggi che le sono stati rivolti, a partire dalla storia del rimborso per la colazione (tutto chiarito, dice) fino al cartellone sulla campana del vetro sotto casa.

Qui il suo ultimo post:

«GRAZIE a tutte e tutti coloro che, in questi giorni, mi hanno espresso solidarietà facendomi sentire parte di una comunità che si prende cura e sostiene.
E un grazie di cuore alle colleghe consigliere e ai colleghi consiglieri che hanno voluto testimoniarmi la loro vicinanza, condannando le offese che da circa un mese mi vengono rivolte, sui social, prendendo a pretesto una vicenda non rilevante e già formalmente chiarita.
Sono offese di natura personale che prendono di mira il mio aspetto e nulla hanno a che fare con il mio operato istituzionale, che è pubblico e pertanto può essere criticato ogni volta lo si ritenga opportuno, dentro un perimetro di rispetto e trasparenza.
Sono stati giorni in cui, in silenzio, ho preso atto di questi insulti, in un crescendo, nei toni e nelle modalità, che ha visto l’affissione di un cartello a pochi metri da casa mia con riferimenti inequivocabili alla vicenda già chiarita.
Nessuna “forma di vittimismo” e nessuna “necessità di visibilità”, ma la volontà di invitare tutte e tutti, me per prima anche per il ruolo che ricopro, ad abbassare i toni, a valorizzare quanto di bello e di buono la nostra città esprime, con le sue diversità e le sue straordinarie potenzialità. Anche le criticità non vanno in alcun modo sottaciute e per ognuna di esse deve essere massimo il mio -il nostro- impegno, nel dedicare tempo e attenzione.
La critica anche dura è utile e necessaria, il dileggio no.
Il confronto leale e aperto è il sale della democrazia, scritte anonime e modalità intimidatorie non lo sono.
Operare in un contesto disteso, utilizzare un linguaggio positivo, perseguire percorsi virtuosi, facilita un clima accogliente, sereno che la nostra città -e soprattutto le nostre ragazze e i nostri ragazzi- merita.
Sono certa che insieme ci muoveremo in questa direzione, perché tutti animati dallo stesso obiettivo che è il bene della nostra Perugia».

Accordo di programma di Ast: la macchina c’è, la benzina manca

Nel centro di Terni brillano solo i maranza