Spinelli vice e altri undici nomi. Casa democratica suona la sveglia a Bernardini: «Tre mesi di attesa, è ora di varare una segreteria unitaria»

La minoranza striglia il segretario: «Un atteggiamento settario ed escludente ha impedito fin qui un percorso costruttivo»

PERUGIA – Spinelli vice ad undici nomi da aggiungere in segreteria. Casa democratica lancia un messaggio ben chiaro al segretario Damiano Bernardini e alla maggioranza del Pd umbro: sbloccare la situazione e far diventare la promessa di varare una segreteria unitaria realtà.
«Da più di tre mesi Casa Democratica è in attesa che il segretario regionale Bernardini dia sostanza al suo proposito e al suo impegno di formare una segreteria unitaria, dando finalmente rappresentanza agli esiti congressuali e al 39,7 per cento della mozione».
«Bernardini – si legge ancora nella nota – è stato votato anche da noi, ma un atteggiamento settario ed escludente, in un momento per altro cruciale in cui siamo tutti impegnati a sostenere le istituzioni regionali e a mettere a terra una difficile campagna referendaria, ha impedito fin qui un percorso costruttivo. Troppi impegni presi e disattesi (anche di fronte agli organismi nazionali), un dialogo difficile da tenere aperto, a causa di continui rinvii e obiezioni strumentali rispetto alla composizione delle delegazioni, veti personali e non politici incomprensibili».
«La nostra proposta, elaborata secondo quanto concordato già in estate, è sul suo tavolo da tempo – si legge ancora – Una proposta di qualità, costruita secondo criteri di rappresentanza territoriale e di genere e fatta di persone autonome, che tengono insieme esperienza, competenza e visione. Rimaniamo in attesa che l’unitarietà declamata venga anche praticata, con la convocazione in segreteria di Pierluigi Spinelli (vicesegretario, come da impegni assunti dal segretario), Michele Bettarelli, Maria Elisabetta Mascio, Noemi Marziani, Mariella Spadoni, Paolo Polinori, Aurora Caporali, Andrea Vannini, Franco Giacometti, Cristina Croce, Stefano Lisci, Francesca Troiani. Rimane ancora aperta anche la questione della presidenza dell’assemblea regionale che si era impegnata a dimettersi entro l’anno passato».

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