PERUGIA – «L’esigenza di un ospedale veterinario pubblico è fortissima perché sempre più persone che si trovano in difficoltà economiche non hanno la possibilità di curare i propri animali domestici. Vorrei ci fosse un sostegno da parte delle Istituzioni perché ci sono problematiche sociali evidenti». Lo ha detto la veterinaria Brigitta Favi, responsabile dell’Unità operativa speciale Randagismo e igiene urbana dell’Usl Umbria 1 e del Canile Sanitario di Collestrada, sentita questa mattina in Quarta Commissione comunale a Perugia. «L’ordine del giorno presentato da Margherita Scoccia contiene spunti importantissimi – ha detto nel corso dell’audizione – gli animali sono a tutti gli effetti membri delle nostre famiglie e chiedo un nuovo modello organizzativo capace di mettere a rete le esigenze, senza duplicare le strutture ma, certamente, ottimizzando i servizi già esistenti. Vi chiedo di mettervi tutti intorno a un tavolo per trovare soluzioni condivise». Secondo Favi «c’è un vulnus per la presa in carico di animali da compagnia delle famiglie in difficoltà economiche, come individuato nell’ordine del giorno sono sempre maggiori i bisogni dei cittadini e noi dovremmo dare risposte». È necessario «potenziare ciò che abbiamo per garantire l’assistenza alle fasce fragili, dove c’è bisogno di medicina diagnostica o chirurgica». «Centrale in questo processo – secondo Favi – è il ruolo dell’Ordine dei Medici Veterinari e del Dipartimento di Medicina Veterinaria dell’Università di Perugia». E ancora: «A volte gli animali sono l’ultimo baluardo contro l’isolamento sociale delle persone che se non hanno soldi sufficienti alla gestione degli aspetti sanitari rinunciano alle cure di cani che finiscono nei canili. Ai Comuni un cane costa circa 1.500 euro l’anno – ha spiegato -. Secondo le stime di Federsanità Anci di un paio di anni fa i Comuni umbri spendono 4,8 milioni l’anno. Fornire supporto sanitario disincentiverebbe le rinunce alla proprietà».
A Palazzo dei Priori è stata sentita anche Linda Boranga, volontaria e amante degli animali. «La proposta di Margherita Scoccia è frutto dell’ascolto dei cittadini – ha detto -. Su questi temi si deve lavorare al di là delle etichette politiche. Oggi a Perugia l’Università possiede un ospedale veterinario che però non è gratuito per le fasce più deboli e non offre un servizio continuativo. L’ospedale veterinario non sostituirtebbe l’Asl e la clinica veterinaria ma la affiancherebbe, rafforzandola – sono state le parole di Boranga -. Non si tratta di creare doppioni ma di lavorare a un sistema coordinato che utilizza risorse pubbliche vincolate per legge alla tutela e al benessere degli animali». Conclude Boranga: «Investire in prevenzione significa ridurre costi di emergenza, randagismo e abbandoni. L’ospedale veterinario pubblico gratuito h24 in termini di risorse non sottrae nulla alla sanità pubblica, semplicemente garantisce assistenza a chi ne ha più bisogno, riducendo le emergenze e rafforzando il benessere della comunità».


