di marco brunacci
PERUGIA – Immaginate l’entusiasmo di chi scrive su Umbria7 nel sentir dire a Valeriano Giambitto, leader umbro indicato per guidare la nuova associazione Comunità riformista, che c’è un centrosinistra che trova incomprensibile come si possa escludere l’Umbria dalle decisive rotte dell’Alta Velocità ferroviaria e ancora meno ragionevole non avere progetti per chiudere il ciclo dei rifiuti (se lo lasciavi dire, magari pronunciava la parola impronunciabile: termovalorizzatore).
Fa in gran piacere sapere che c’è un buon senso – cose da fare negli interessi dei cittadini, che non sono né di destra né di sinistra – e che è calpestato dagli attuali governi regionali del Patto Avanti, una sinistra tornata prepotentemente di moda ma di sicuro antica, dai tempi di prima dell’Ulivo e di prima del Pd.
Ma non corriamo. È vero: Giambitto non ha avuto una parola per i 184 milioni di tasse in più chiesti ai soliti noti, cittadini umbri, pensionati, dipendenti col reddito fisso, che hanno la sfrontatezza di guadagnare 1500 euro al mese.
Magari Giambitto e gli altri ne parleranno un’altra volta.
Perché costoro vogliono soprattutto confrontarsi e parlare. Basta – se traduciamo bene il linguaggio felpato della diplomazia politica – con le scelte-diktat che ti arrivano in testa dai governanti.
Comunità riformista sogna decisioni prese dal centrosinistra in Umbria dopo aver ascoltato tutti, la sinistra-sinistra ma anche tutti gli altri, magari senza trattare i moderati del centro come monatti, utili a portare qualche voto, ma poi da tenere lontani perché frequentano anche gli appestati.
Comunità riformista riunisce componenti socialiste e esperienze cattoliche, posizioni civiche e c’è finanche qualche liberale.
Per spiegare meglio: c’è dentro un po’ di quella grande tradizione, rimasta senza un progetto, che è quella dell’ex Partito socialista umbro, insieme ai “Più uno”, i circoli che prosperano in Italia dopo l’iniziativa presa dall’area cattolica di Ruffini, che ha nel presidente Mattarella una stella polare.
Certo: nel momento in cui è chiaro che questa esperienza sarà tutta dentro il centrosinistra, i margini di manovra si riducono ai minimi. E forse si finirà costretti ad andare a scuola da Mastella, il più lesto nell’ottenere risultati da posizioni di debolezza.
In ogni caso: la forza di questa Comunità? Non essere nel Pd, ma pretendere rispetto per esserne l’interlocutore.
E questo non è solo un roboante annuncio, ma il buon proposito può contare sul braccio armato di gruppi autonomi di Comunità riformista, che nasceranno in diversi enti locali umbri.
Numeri contro numeri. Non poesia.
Invece, il limite di queste aggregazioni di grandi partiti con gruppi di volenterosi? Lo spiegano in maniera impareggiabile gli inglesi, quando raccontano della famosa ricetta del “Pasticcio di allodole e cavallo”. È vero che la ricetta prevede di usare 1 allodola e 1 un cavallo. Formalmente alla pari. Ma non ci si potrà certo stupire che il nostro pasticcio saprà sempre e, praticamente, solo di cavallo.


