AURORA PROVANTINI
TERNI – Le motoseghe di Bandecchi tornano alla Passeggiata, ma senza somma urgenza. Nessuna ordinanza a sette mesi di distanza dalla perizia dell’agronomo che ne rileva il pericolo crollo. Lo scorso 12 agosto, il sindaco Bandecchi aveva ordinato l’abbattimento di 18 esemplari in base ad una valutazione fatta da Afor tanti mesi prima, scatenando l’ira degli ambientalisti e della Soprintendenza, messa al corrente della decisione solo all’ultimo. Niente condivisione della perizia dell’agronomo e nessun progetto delle nuove piantumazioni, tanto che la soprintendente dell’Umbria, Francesca Valentini, dovette sollecitare il Comune per avere la documentazione e, con l’occasione, ricordò le procedure corrette.
Stavolta la Direzione Governo del Territorio invia la richiesta di abbattimento di ulterioi sette piante allegando una relazione tecnica di nemmeno un mese prima e annunciando il successivo invio del progetto di piantumazione sostitutiva. «Gli interventi di abbattimento riguardano gli alberi di Tiglio individuati con Id. n. 10 – 12 -17-231- 234-244-246 riportati nella planimetria (allegata alla richiesta, ndr)». «Il progetto complessivo sarà inviato preventivamente a codesta Soprintendenza – scrive Federico Nannurelli – per l’approvazione, stante che si rende necessario procedere in tempi brevi all’abbattimento al fine di mitigare il rischio».
Il 18 dicembre 2025 il Comune chiede alla Soprintendenza l’autorizzazione a riaccendere le motoseghe, ieri 28 gennaio la Soprintendenza da l’ok, con prescrizioni. La Soprintendenza autorizza gli interventi sugli esemplari vegetali, purchè si effettuino sotto la supervisione di un tecnico agronomo e posto che al termine dell’intervento di eradicazione degli esemplari infestanti si proceda alla «ricomposizione e al consolidamento dei paramenti murari attraverso tecniche di scuci e cuci con materiali di analoga foggia, colore e dimensioni di quelli originali, che dovranno tuttavia essere reimpiegati laddove lo stato di conservazione verificato lo consenta». Già, il Comune affronta anche il problema delle piante infestanti, proponendo un intervento a parte. «Detto intervento – scrive la soprintendente dell’Umbria alla Direzione Governo del Territorio – nel caso in cui questo si renderà necessario per rendere stabile i supporti storici ed evitare un ulteriore peggioramento delle condizioni del bene culturale, dovrà seguire a stretto giro l’intervento di eradicazione che qui si autorizza, e dovrà seguire apposita richiesta di autorizzazione a questa Soprintendenza, corredata da adeguata documentazione progettuale, grafica e descrittiva». Per consentire di poter disporre l’esecuzione degli indispensabili sopralluoghi, la soprintendente dell’Umbria ricorda che l’inizio lavori va comunicato 15 giorni prima: «In mancanza della comunicazione dell’inizio dei lavori, della nomina del direttore dei lavori nella figura di un architetto e, ove previsto, del restauratore per la parte di competenza, e della trasmissione delle relazioni tecniche finali, questo ufficio non potrà rilasciare il visto relativo al certificato di esecuzione lavori nella categoria OG2».


