Musica come atto di resistenza: il nuovo singolo degli 88 Folli “Bisognerebbe Domani”

La presentazione dell’ultimo lavoro della band, impreziosito dal featuring di Finaz della Bandabardò

PERUGIA – Le parole e la musica degli 88 Folli escono dallo studio di registrazione per trasformarsi in una testimonianza di impegno civile nel nuovo singolo “Bisognerebbe Domani”, impreziosito dal featuring di Finaz (Bandabardò). Presentato ufficialmente nella cornice del cinema Post-Modernissimo di Perugia, il progetto non è nato come una semplice release discografica, ma come il frutto di una profonda sinergia tra la band e una rete di associazioni e realtà del territorio — tra cui CGIL, Caritas, la Chiesa locale, UDU e Arci — unite dall’urgenza di trasformare l’arte in un laboratorio di confronto sui temi della pace e della solidarietà internazionale. L’evento “Bisognerebbe Domani – Parliamo di Pace” ha così scosso le coscienze partendo dalla dimensione locale per abbracciare le grandi urgenze geopolitiche attuali, offrendo una visione alternativa al violento corso degli eventi contemporanei attraverso un videoclip che documenta un percorso collettivo con immagini reali delle manifestazioni pacifiste, nel pieno rispetto del diritto di cronaca e della privacy dei partecipanti.

Questo racconto visivo si è intrecciato con le analisi dei relatori che hanno rappresentato le diverse anime dell’iniziativa: Salvatore Marra (CGIL) ha discusso il valore del lavoro come asse di pace, mentre Don Marco Briziarelli (Direttore Caritas) ha portato la voce della Chiesa, arricchendo il dibattito con le testimonianze delle missioni in Kosovo e Malawi e citando il magistero dei Pontefici, da Leone XIII fino ai richiami attuali, per sottolineare l’impegno cristiano contro le ingiustizie. Al tavolo si sono susseguiti anche i contributi di Nicoletta Schembari (UDU) sui diritti in Iran e Melania Bolletta (Arci) sul nesso tra migrazioni e colonialismo, in un dialogo corale suggellato dalla voce di Simone Pampanelli (CGIL), campionata nel brano durante una manifestazione in Piazza IV Novembre. A scandire il ritmo etico del progetto sono le stesse dichiarazioni tratte dal video, che sottolineano come “quando la politica è distante le persone possono cambiare… abbiamo rotto il muro del silenzio grazie a migliaia e migliaia di giovani”, evidenziando che “in un momento dove la guerra ritorna come grande strumento di governo c’è tanta voglia di democrazia, c’è tanta voglia di partecipare” e denunciando come sia “una vergogna per tutto l’occidente… basta le guerre”.

L’emozione della proiezione sul grande schermo ha restituito il senso necessario di un’opera che invita a rallentare e a recuperare l’umanità perduta. In un’epoca di conflitti diffusi, il messaggio degli 88 Folli, delle associazioni partner e delle realtà ecclesiali è chiaro: la pace non può essere un concetto astratto, ma deve tradursi in un gesto quotidiano e concreto, fatto di musica, parole e presenza attiva.

Il video ufficiale su YouTube: https://www.youtube.com/watch?v=GL4pc9ZnBUI

San Valentino non premia l’armonia

L’attrice ternana Beatrice Savignani ieri al The Space per Le cose non dette