AU. PROV.
TERNI – Mancano meno di due settimane a San Valentino e a Terni è tutto un fiorire di cuori, di annunci e di iniziative. Tutte sparpagliate. Manca infatti il contenitore unico in cui andarle a cercare e contare, visto che a detta dell’assessora agli eventi Salinetti saranno 300. «Stiamo lavorando a un programma con ben 300 appuntamenti – ha dichiarato in una nota stampa addirittura lo scorso 22 gennaio – una cifra che abbiamo toccato anche lo scorso anno, dimostrazione di una città vitale e di una amministrazione capace di valorizzarne le risorse e di promuovere nuove iniziative».
E ancora: «Siamo stati noi, e non altri, a rilanciare gli appuntamenti valentiniani, non limitandoci al 14 febbraio e nè ai confini cittadini, ma creando un cartellone interessante e rilanciando una figura universale. Stiamo portando avanti un programma sinergico con le associazioni cittadine, la Fondazione Carit, gli operatori turistici, gli operatori commerciali, i comitati di via». Ecco. Le rassegne sono tante, a partire da quella jazz di Confartigianato che dal 5 al 15 febbraio propone la bellezza di 19 concerti , fino alle iniziative della Diocesi che vanno dalle celebrazioni religiose (compresa la traslazione delle spoglie di San Valentino, la festa della Promessa dei fidanzati, la festa delle Nozze d’argento il 22 febbraio e delle Nozze d’oro il 1 marzo) ai convegni e agli spettacoli musicali. Poi c’è sempre la grade arte a Palazzo Montani Leoni, cioè la mostra da Signorelli a Burri della Fondazione Carit, la proiezione del docufilm L’Uovo di Ridolfi (il 10 febbraio alle or 18 al cinema Politeama) sempre a cura della Fondazione Carit e le decine di laboratori, show coking e parate che fanno parte del programma del festival del Cioccolentino, dal 12 al 15 febbraio. Per il resto, per le date degli ulteriori 150 eventi non c’è traccia. Si sa che dell’Umbria Classic Festival, il festival di musica nato alla grande nel 2022 (erano 15 i concerti di musica da camera, concentrati nella settimana di San Valentino) resta l’impegno del Comune a trovare uno spazio adatto alle proposte del direttore artistico, Anais Lee, che avrebbe tanto voluto l’Auditorium di Primavera, ma che non le è stato concesso. Si sa che i concerti saranno due (al massimo tre) e non quindici, e ancora da calendarizzare. La “mano” di Palazzo Spada non si vede. In questi giorni è un susseguirsi di conferenze stampa, c’è stata quella dell’associazione “Io sono una persona perbene” per il Premio San Valentino 2026 e ci sarà quella dell’Amatori podistica per la presentazione della Maratona di San Valentino. Ognuno dà il proprio contributo con eventi grandi e piccoli in onore del santo patrono. Ognuno esprime la propria arte, il proprio senso di comunità, la proprio voglia di fare cultura. Peccato che manchi una cabina di regia. Peccato che parlino tutti tranne il Comune.Ci si aspettava che facesse almeno da raccordo tra i vari protagonisti della cultura cittadina. Sono lontanissimi i tempi in cui Terni aveva la velleità di far conoscere il cartellone degli eventi valentiniani in tutto il Paese. Sono lontanissimi i tempi in cui si riteneva che i concerti, le conferenze, le mostre, le manifestazioni sportive nel nome di San Valentino, fossero occasione per richiamare flussi. Oggi la miriade di appuntamenti sparsi tra il museo diocesano, la Bct, la basilica e il Secci sono rivolti all’interno della città.


