PERUGIA – Azione e Radicali chiedono di intervenire a margine dell’evento organizzato “Umbria per la pace” che si è svolto sabato alla sala dei Notari. Ma la loro richiesta viene respinta. All’iniziativa – dal titolo “La pace è sempre in pericolo. No al riarmo europeo. Stop al genocidio in Palestina – era presente il professor Angelo d’Orsi e in collegamento l’intellettuale e attivista Moni Ovadia. Le due formazioni politiche non ci stanno e affidano a un comunicato il racconto dell’accaduto.
«Riteniamo spiacevole – scrivono Azione e Radicali – che una storica sala simbolo della nostra città, che dovrebbe garantire pluralismo e libero confronto, abbia invece ospitato chi, da tempo, rappresenta in Italia una delle voci più allineate alla propaganda del regime di Vladimir Putin. Nel suo intervento, D’Orsi ha riproposto ricostruzioni storiche profondamente distorte: dagli esiti delle guerre statunitensi al referendum sull’URSS, fino alla giustificazione dell’invasione russa del marzo 2022 come reazione a presunte escalation di Kyiv. Una linea che non sorprende, soprattutto alla luce della sua recente partecipazione a iniziative organizzate da RT a Minsk e Mosca, dove addirittura era seduta tra le prime file al Bol’šoj ad applaudire lo stesso Putin».
«Al termine dell’incontro – si legge ancora – rappresentanti di Azione e Radicali Italiani hanno chiesto un confronto pubblico per discutere nel merito queste posizioni. La richiesta è stata respinta, negando ancora una volta un dibattito aperto e trasparente».
«Il tema – concludono – non è la libertà di opinione, sacrosanta, ma la diffusione sistematica di narrazioni unilaterali e tendenziose, prive del rigore che ci si aspetterebbe da un accademico, con lo scopo di alimentare una percezione falsata della realtà, soprattutto tra i cittadini meno informati. Uno scopo del tutto condiviso con gli obiettivi della guerra ibrida del Cremlino».


