Terni, PD e M5S sulla nomina di Venanzi: «Conflittualità evidente. Atto che pone dubbi di legittimità e indipendenza»

Per i gruppi consiliari del centrosinistra questa nomina non risponderebbe criteri di terzietà, ma appare come il frutto di un’intesa politica

TERNI – L’elezione di Remigio Venanzi, attuale sindaco di Polino, a Presidente del collegio dei revisori dei conti del Comune di Terni ha scatenato una dura reazione da parte dei gruppi consiliari del Partito Democratico e del Movimento 5 Stelle. I consiglieri esprimono profonda preoccupazione per quello che definiscono un profilo di incompatibilità tecnica e giuridica, sostenendo che tale scelta mini alla base il ruolo di garanzia e l’indipendenza necessari per l’organo di controllo dell’ente.

Al centro della contestazione c’è il presunto conflitto con l’articolo 236 del Testo Unico degli Enti Locali e con il Codice Civile. Venanzi ricopre infatti dal 2025 la carica di Presidente del collegio sindacale di Terni Reti, società posseduta interamente dal Comune di Terni. Secondo l’opposizione, il legame di controllo totale tra l’ente e la sua partecipata renderebbe i due incarichi incompatibili. La domanda posta dai consiglieri è come possa il Presidente dei revisori comunali vigilare sulla gestione di una società di cui presiede già l’organo di controllo interno.

A differenza degli altri due membri del collegio, estratti a sorte dalla Prefettura, la figura del Presidente viene scelta su base fiduciaria dalla maggioranza. Per Pd e 5 Stelle questa nomina non rispetta i criteri di terzietà, ma appare come il risultato di un accordo politico tra il partito del sindaco Bandecchi e una parte del centrodestra. Viene inoltre sottolineato come lo stesso Venanzi sia anche sindaco di un altro Comune, elemento che per i consiglieri dovrebbe sconsigliare tali commistioni per semplici ragioni di opportunità.

La preoccupazione principale riguarda la delicatezza dei compiti affidati al collegio, che deve esprimere pareri sul bilancio, verificare gli equilibri finanziari e vigilare sulla spesa. Affidare questa funzione a un profilo ritenuto troppo vicino alla maggioranza e già inserito nel sistema delle partecipate rischierebbe, secondo la denuncia, di trasformare un controllo tecnico in una questione di fedeltà politica. Le opposizioni chiedono quindi un chiarimento immediato per tutelare la trasparenza dei conti e garantire ai cittadini una vigilanza realmente autonoma.

Corsa a sindaco di Terni/ Pellerucci pronto col simbolo e lo slogan. Il Pd ci pensa

Accolti all’ospedale di Perugia due bambini palestinesi per cure oncologiche