Un algoritmo per scoprire le aziende in odore di mafia

La presentazione del progetto a palazzo Cesaroni

PERUGIA – Presentato stamani a Palazzo Cesaroni in conferenza stampa il progetto di collaborazione tra l’Assemblea legislativa dell’Umbria e l’Università degli Studi di Padova, per l’elaborazione di un “algoritmo predittivo antimafia” e più precisamente per “sviluppare e promuovere attività di studio e di ricerca, nonché pratiche sperimentali, relative alla presenza delle mafie in Umbria e all’analisi di modelli operativi e predittivi finalizzati a conoscere la pervasività del fenomeno dell’infiltrazione mafiosa nel contesto economico e sociale regionale”. Sono intervenuti l’ideatore del progetto, Antonio Parbonetti, professore ordinario del dipartimento di Scienze economiche ed aziendali e prorettore dell’Università di Padova, il consigliere regionale Fabrizio Ricci che presiede la Commissione antimafia dell’Assemblea legislativa dell’Umbria e la Presidente Sarah Bistocchi. L’Assemblea legislativa ha finanziato il progetto con 25mila euro, disponibili grazie ai fondi della legge 26/2004 (Norme per la prevenzione dei fenomeni di criminalità organizzata e di stampo mafioso e per la promozione della cultura della legalità) fino ad oggi mai impiegati. L’Umbria è la prima regione italiana in cui questo progetto viene a concretizzarsi.
Il professor Parbonetti ha spiegato che l’algoritmo si avvale di un gran numero di dati riferiti alle aziende e ci fa capire, attraverso la loro sistematizzazione, dove c’è concentrazione di aziende a rischio di infiltrazione mafiosa, mettendo in luce le eventuali anomalie e le differenze con le altre aziende. Di fatto le aziende in cui si verifica una commistione con interessi malavitosi mirano solo all’arricchimento e al potere, allo scopo di arrivare a condizionare la vita pubblica e al contempo facendo concorrenza sleale nei confronti delle aziende sane, che hanno accesso alle risorse con un determinato costo, mentre le altre no.
Ricci ha ricordato come l’organismo da lui presieduto, ovvero la Commissione d’inchiesta dell’Assemblea legislativa su analisi e studi su criminalità organizzata ed infiltrazioni mafiose, “lavora in modo da stimolare un proficuo gioco di squadra per alzare difese sempre più robuste di fronte ai tentativi di infiltrazioni mafiose e le vicende relative ai beni confiscati in Umbria segnalano da tempo questi tentativi. Per questo anche oggi abbiamo avuto un incontro con il Procuratore generale della Repubblica Sergio Sottani e con il generale Francesco Mazzotta della Guardia di Finanza”. In sala erano presenti anche esponenti della Direzione investigativa antimafia della Toscana, il Colonnello Alfonso Pannone e il Tenente Colonnello Riccardo Piccinni, oltre ai componenti dell’Osservatorio antimafia dell’Assemblea legislativa.
La presidente Bistocchi ha sottolineato l’importanza di questo accordo fra istituzioni e comunità accademica al servizio della comunità: «Trasparenza e legalità sono i principi che ispirano la nostra azione e stanno a significare partecipazione e rispetto delle leggi. Non possiamo restare indietro di fronte all’avanzare delle infiltrazioni mafiose e dobbiamo anche noi andare avanti con tutti i mezzi a disposizione per contrastarle. E dobbiamo contrastarle ogni giorno, non solo nelle giornate espressamente dedicate alle riflessioni su un determinato tema di interesse cruciale per la comunità, discorso che vale anche per altre giornate dedicate a temi delicati, penso ad esempio all’8 marzo quando si riflette sulla violenza di genere. Non dobbiamo cadere nell’errore, sia pure in assoluta buona fede, di pensare che lo Stato sia altro rispetto a noi, lo Stato siamo tutte noi e tutti noi».

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