RE. TE.
TERNI – E’ stato un pianto. Per qualcuno a dirotto e per altri trattenuto. Ma lo sconforto è stato tanto per un licenziamento in tronco che nessuno, ma proprio nessuno, si aspettava.
Era tarda mattinata. Era quasi l’ora di pranzo di giovedì, quando a palazzo Spada è arrivato l’ordine perentorio di Bandecchi: «Interrompete il question time. Vi aspetto tutti quanti in Provincia, nel mio ufficio ». Gli assessori si precipitano, con in testa il vice sindaco, Riccardo Corridore. Sono allarmati ma non hanno sentore della imminente strage. Il sindaco li fa sedere nella sua stanza di presidenza e fa partire la ghigliottina: «Ho deciso di azzerare tutta la giunta. A mezzanotte le vostre deleghe saranno ritirate. Domani mattina dovete sgombrare i vostri uffici. Per gli impegni istituzionali già assunti andranno, in rappresentanza del Comune, i dirigenti». Scatta il panico. C’è chi piange a dirotto e chi in voca addirittura le rate del mutuo della case e dell’auto. Bandecchi, a questo punto, si muove a compassione: «Chi è in difficoltà economica verrà a lavorare nelle mie aziende, lo stipendio glielo assicuro io».
Un ultimo schiaffo alla banda di decapitati che appena poche ore prima gestiva dossier per milioni e milioni di euro, che disponeva delle sorti del Verdi, delle pavimentazioni d’autore (piazza Ridolfi), dei sottopassi a servizio di questo o quel quartiere. Un minuto dopo era già iniziato il toto nomine per la composizione della prossima giunta.

