Dove finiscono i soldi della stangata delle tasse della Regione? In uno spot elettorale sulle case popolari, che penalizza i cittadini deboli che seguono le regole

SPOTLIGHT di MARCO BRUNACCI | Si è concluso l’iter di una modifica di legge che è una sorta di sigillo di sinistra sul governo Proietti, contestato dal centrodestra, ma sul quale sicuramente avrebbe da obiettare il centro del centrosinistra se parlasse (ma non parla)

MARCO BRUNACCI

PERUGIA – Questione “case popolari”, anche se non è questo il termine che si usa oggi, anche se è il più comprensibile.

La giunta regionale ha portato a conclusione un’operazione contro la quale si è espresso il centrodestra, ma che sicuramente troverebbe opposizione nel centro del centrosinistra qualora si facesse sentire anche in Umbria. Ma non si fa sentire.
Che cosa è successo? Come anticipato da Umbria7, una parte rilevante dei 184 milioni di tasse presi dalle tasche degli umbri andranno sulle “case popolari”.
Almeno 12 milioni l’anno, per un totale minimo di 36: questo si capisce dalle poche informazioni che si hanno di come verranno spesi i denari presi dalla giunta Proietti attraverso le super tasse. Ma è probabile che saranno ancora di più i soldi destinati a questo capitolo di spesa, diventato una sorta di connotazione ideologica del nuovo governo regionale.
Ora, l’operazione è stata chiarita in tutti i dettagli: l’assemblea legislativa è stata chiamata a modificare la legge precedente sul come vengono concesse in Umbria le case popolari, con una netta sterzata a sinistra, secondo gli intendimenti dell’assessore al ramo Barcaioli e come probabilmente preteso da Avs negli accordi del Patto Avanti.
Come spesso succede in questi casi si assiste a un testacoda: si dice di voler difendere i deboli, in realtà si avvantaggiano coloro che sono politicamente più vicini.
La variazione della legge è stata contestata a vario titolo dal centrodestra, Fratelli d’Italia come dalla Lega, in particolare.
Una spiegazione lineare la fornisce sul web il sottosegretario agli Interni, Emanuele Prisco, che è anche segretario regionale Fdi. Intanto i due punti modificati nella nuova legge sull’assegnazione delle case popolari:

  1. viene tolto il divieto di avere una casa popolare per coloro che hanno commesso reati, anche gravi, e in particolare il reato di occupazione di casa di privati o di casa di proprietà di enti pubblici (quella “popolare”). Il fatto che Avs abbia tra i suoi eletti la Salis, che di questo reato ha fatto un vanto, ha sicuramente un rilievo.
  2. vengono accorciati i tempi per la domanda dei nuovi immigrati. Quindi l’Umbria diventerà la Regione che in Italia aprirà le porte a immigrati dell’ultim’ora anche se hanno commesso reati. Con inevitabili ricadute anche sulla sicurezza. Chi avrà problemi con queste due disposizioni?
    Ecco il testacoda: i maggiori guai li avranno i deboli che hanno rispettato le regole, italiani o immigrati, che da tempo sono in fila. Un derby di fragili contro fragili, a spese dei contribuenti umbri. Senza che, da una parte, esista una specifica emergenza casa e senza che ci sia, dall’altra parte, un piano complessivo per l’edilizia che venga incontro a bisogni che sul territorio pure ci sono (Prisco cita progetti di housing sociale che consentano di aumentare la stanzialità di categorie come gli infermieri, i vigili del fuoco o le forze dell’ordine).
    Questo fa concludere che siamo di fronte a una sorta di spot tutto a sinistra, di utilità non delle fasce deboli – italiani o immigrati – che rispettano le regole, ma di quelle che formano bacini elettorali dei partiti più a sinistra della coalizione, a partire da Avs.
    Finanziato – lo ricordiamo una volta di più – con i 184 milioni delle super tasse.

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