di ELENA CECCONELLI
TERNI – Un’opera d’arte che lascia atelier e gallerie per raggiungere direttamente i luoghi della guerra. È questa l’idea alla base di “Vox Mundi”, il progetto artistico e umanitario ideato dallo scultore ternano Marco Diamanti, realizzato in collaborazione con l’associazione Aiutiamoli a Vivere e con Jok Production. L’iniziativa nasce con l’obiettivo di portare un simbolo di pace nei territori segnati dai conflitti, trasformando l’arte in una presenza concreta nei luoghi della tragedia. Il progetto prevede infatti l’installazione di una o più copie della scultura in contesti lontani dai circuiti tradizionali dell’arte: non musei o gallerie, ma territori feriti, dove l’opera diventa presenza viva, memoria e gesto di speranza.
Il primo viaggio dovrebbe avere come destinazione l’Ucraina. L’installazione della scultura sarà accompagnata da una missione umanitaria organizzata con il supporto dell’associazione Aiutiamoli a Vivere, che porterà aiuti concreti alle popolazioni coinvolte: medicinali, beni di prima necessità e supporto alimentare.
«È un lavoro nuovo, molto particolare – spiega l’artista Marco Diamanti – perché la scultura sarà portata direttamente sul fronte della guerra ucraina. Io mi unirò a una missione umanitaria che porterà cibo e aiuti subito dopo aprile. Una volta arrivati decideremo dove posizionare la scultura del Cristo e realizzerò diverse copie “da fronte”, pensate proprio per questi contesti».
Il progetto è pensato come un percorso che potrebbe estendersi anche ad altri territori segnati da conflitti e crisi umanitarie. «Arriveremo in Ucraina e porteremo questa scultura – prosegue Diamanti – e sembra ci sia anche la possibilità di portarla in Palestina. C’è la volontà di portare questo simbolo fuori dalle canoniche situazioni dell’arte e portarlo dove c’è la tragedia».
Elemento centrale dell’iniziativa sarà anche la realizzazione di un video-documentario, curato da Jok Production, che seguirà tutte le fasi del progetto: dal viaggio alla realizzazione delle installazioni, fino all’incontro con le comunità locali. Il film racconterà così non solo l’opera, ma anche il dialogo umano e culturale che essa genererà nei territori attraversati.
Il progetto nasce a Terni, città in cui l’opera è stata progettata e dove è stato realizzato il primo modello della scultura. Proprio qui l’artista immagina, in futuro, la realizzazione di una versione definitiva in bronzo, che possa diventare una testimonianza permanente dell’origine di questo percorso artistico e civile. “Vox Mundi”, nelle intenzioni dell’autore, vuole essere molto più di una semplice opera: un simbolo universale, un “urlo cosmico” contro la guerra e un modo per dimostrare come l’arte possa uscire dai suoi spazi tradizionali e diventare strumento di relazione, consapevolezza e solidarietà, capace di portare un segno di umanità anche nei luoghi più difficili del mondo.





