Sos sanità a Perugia/ Casa di comunità Monteluce, ma davvero in Regione si sono persi i 5 milioni e mezzo del Pnrr per un ritardo?

La denuncia di Paola Fioroni (Lega). Una lunga storia di errori e di soldi bruciati in un’area disgraziata, salvata dal degrado dall’intervento della presidenza Tesei, ma che ora di nuovo rischia di diventare un cippo a ricordo dell’inadeguatezza dei nuovi governanti

di Marco Brunacci

PERUGIA – Monteluce, cronaca di un’area decisiva (non un’area tra le altre) per Perugia, che ha rischiato di diventare un monumento al degrado (salvata dal lavoro di Tesei), ma che ora è pronta di nuovo a essere un modello di gestione inappropriata e avventata, per mancanza di capacità gestionale della nuova giunta regionale.

L’ultima puntata è questa: la Lega (con Paola Fioroni, ex vicepresidente del consiglio regionale) denuncia che la giunta regionale ha “ormai perso” 5 milioni 536 mila euro di finanziamento della sesta rata del Pnrr per aver rescisso un contratto (lo ha fatto tecnicamente l’Asl Umbria 1) in inammissibile ritardo.
“Così il sipario cala sulla Casa della Comunità che lì doveva sorgere, un fallimento politico, burocratico e gestionale”. Con i cittadini che finiscono per avere la peggio. Sulla vicenda “tecnica” è inutile entrare e ci saranno organi competenti per valutarla.
Ma il pasticcio Monteluce è tornato a essere così una carica esplosiva, pronta a deflagrare.
Sulla storia abbiamo detto e scritto tutto: 50 milioni di euro bruciati su un altare che parla di scelte avventate e di errori di valutazione e di strategia del centrosinistra di governo del passato, con conseguenze pesanti per la città.
Per ricordare: su quella situazione, lasciata a Tesei come un dossier senza una via di uscita, la presidente della giunta di centrodestra ha lavorato con i guanti. Per qualcuno fin troppo signorile è stato l’approccio, certo però si è mossa come in un campo minato ed è riuscita a trovare una strada per mettere in sicurezza un punto nevralgico del capoluogo.
Ha fatto il primo decisivo miglio, ma il resto della maratona del rilancio ecco che diventa una via crucis con questo primo “incidente”, che “incidente non può essere considerato”, sottolinea Paola Fioroni.
Per altro: a chi tocca occuparsi di Monteluce, se in Regione Proietti (presidente e assessore alla sanità) pensa ad Assisi e a tenere lontane le grane di Terni (con annesso nuovo ospedale) e delle liste d’attesa fuori controllo o quasi (è di queste ore la denuncia di una visita neurologica fissata nel 2027)? Chi altro può star dietro agli impegni da prendere, ai lavori da fare nei tempi giusti, ai finanziamenti da non perdere?
Morale di questa brutta favola: un’area strategica come Monteluce finirà per non essere il monumento al degrado che rischiava di diventare non ci fosse stato l’intervento di Tesei, ma sarà il cippo a ricordo dell’inadeguatezza e dell’insipienza dei nuovi governanti?

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