Incredibile Ternana, non ci sono i soldi per l’affitto ma per gli allenatori sì

Tre milioni di decreti ingiuntivi, eppure la famiglia Rizzo trova le risorse per cambiare il tecnico

AURORA PROVANTINI

TERNI – Incredibile Ternana. Non paga le bollette, l’affitto di “casa”, i vigili de fuoco,  gli steward, le pulzie, eppure trova la forza di esonerare il tecnico Fabio Liverani e tutto il suo staff. Un’operazione, al di là delle valutazioni tecniche, che dal punto di vista economico è un bagno di sangue. Liverani e i suoi collaboratori, sono legati alla Ternana calcio per un altro campionato, quindi sui conti di via della Bardesca si parla di un peso di almeno 700mila euro. Contratti (ancora in essere) pesanti, a suo tempo siglati dai fratelli D’Alessandro, che comunque i Rizzo devono onorare dal punto di vista economico. In più, il club rossoverde dovrà farsi carico del nuovo tecnico e dei suoi nuovi collaboratori: operazione certamente non gratuita.

Liverani è considerato, per la Serie C, un nome di prestigio e per ingaggiare un nuovo allenatore con un curriculum di rispetto pari a  quello di Liverani, ci vorranno parecchie decine di migliaia di euro. La Ternana assomiglia sempre di più ad un’auto che cade a pezzi, che non ce la fa a sostenere i costi dei “tagliandi” ma che decide di cambiare autista. A proposito di chi guida la squadra, il Club rossoverde si sarebbe dovuto affidare al tecnico dell’Under 17 dopo che quello della Primavera ha detto No grazie. Siamo dunque ad una soluzione del tutto provvisoria, che nei prossimi giorni porterà  i Rizzo a mettere  mano al portafoglio e ad assoldare un nuovo tecnico che, sulla carta, si presenti meglio di Fabio Liverani.

E provvisoria pare sia anche la sede di via della Bardesca. La “casa” della Ternana. E non solo perché il club non paga l’affitto da 18 mesi, ma perché al terzo piano del Leonino non ci possono stare gli uffici della presidenza. La destinazione d’uso non lo consente. Infatti il contratto di locazione riguarda i 700 metri quadrati adibiti a foresteria, dove alloggiano i giocatori. Per gli altri 700 c’è l’invito a liberarli da parte della Fondazione Leonino, subentrata lo scorso agosto alla Pia Fondazione di monsignor Tizzani. Quest’ultima aveva già intimato il club rossoverde a lasciare tutto il terzo piano a maggio 2025, in virtù di un contratto scaduto a dicembre 2023. Un contratto che si concludeva insieme al progetto di UniCusano, che utilizzava una parte del piano per ospitare i ragazzi della giovanile e l’altra per fare formazione.

Poi le gestioni Guida e D’Alessandro, l’area formazione trasformata in uffici, i canoni d’affitto della foresteria non versati, la montagna di debiti presi in carico dai Rizzo, la citazione da parte della Fondazione Leonino e l’udienza per la conciliazione fissata per i primi di aprile.

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