Il M5S di Terni attacca duramente Zaffini

«Parole di Zaffini sulla magistratura sono gravissime: un attacco inaccettabile allo Stato di diritto»

TERNI – La nota stampa del Movimento 5 Stelle di Terni attacca direttamente il senatore Zaffini, presidente della commissione sanità che all’evento ternano del 14 marzo pronuncia delle frasi che, per il gruppo territoriale pentastellato risultano un fatto gravissimo. Sui social del Movimento 5 Stelle cittadino è visibile anche il video in questione.

«Le recenti dichiarazioni del senatore di Fratelli d’Italia Franco Zaffini, espresse durante il convegno per il sì al referendum a Terni lo scorso 14 marzo, – scrivono i referenti del M5S locale – alla presenza del giudice di Cassazione Angelo Matteo Socci, rappresentano un fatto gravissimo che colpisce direttamente le istituzioni della Repubblica. Ribadire l’inaccettabile paragone dei magistrati a un plotone di esecuzione è stato grave, ma definire la magistratura “peggio di un cancro” non è una provocazione: è un attacco diretto a uno dei poteri dello Stato previsti dalla Costituzione. Queste affermazioni si inseriscono in un clima di costante delegittimazione dell’ordine giudiziario da parte di esponenti della maggioranza di governo. Quando un rappresentante delle istituzioni, che presiede peraltro una commissione parlamentare rilevante come quella degli Affari Sociali, arriva a paragonare l’azione dei giudici a una malattia mortale, il confine del confronto politico viene superato per lasciare spazio a una delegittimazione sistematica della magistratura».

Proseguono i rappresentanti territoriali: «Il Movimento 5 Stelle Terni esprime profonda preoccupazione anche per il contesto in cui tali parole sono state pronunciate. Colpisce che simili attacchi siano avvenuti in presenza, e nel silenzio assordante, di chi, appartenendo alla magistratura, non ha sentito il dovere di difendere l’ordine di cui fa parte. Queste parole svelano la vera natura della riforma della giustizia proposta dalla destra. Non si tratta di un intervento per migliorare l’efficienza del sistema, ma di un tentativo di indebolire chi ha il compito di far rispettare le leggi in modo indipendente.»

«Per queste ragioni, invitiamo i cittadini a riflettere sulla gravità di tali affermazioni e a opporsi a una deriva che mira a trasformare la magistratura in uno strumento asservito alla politica. – concludono. – Senza una magistratura libera da condizionamenti e rispettata nel suo ruolo costituzionale, viene meno l’equilibrio tra i poteri dello Stato. Il nostro impegno resta fermo nella difesa dello Stato di diritto e dei valori democratici che queste parole tentano di minare. Quando la politica attacca la magistratura in questi termini, non sta riformando la giustizia: sta preparando il terreno per controllarla».

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