Vince il No, esulta il Pd: «Festeggiamo in piazza Tacito»

Il campo largo brinda alla bocciatura di una riforma che non avrebbe migliorato la giustizia

TERNI – «Con il no vincono la democrazia e la Costituzione». Esulta il Pd di Trappolino e festeggia la città. Una grande festa in piazza Tacito. «La nostra è stata una battaglia lunga – spiega il segretario provinciale del Pd – faticosa, ma rigorosa e appassionata, come tempi e temi richiedono. La mobilitazione è stata larga e consapevole e quando il popolo sceglie di andare a votare è sempre un valore per il Paese. La riforma della magistratura è stata bocciata. Ma, oltre la riforma, gli elettori hanno rigettato un metodo, che ha cercato di scavalcare le maggioranze parlamentari polverizzando pluralismo e dialogo, insieme a un orizzonte ideale e culturale costruito sulla delegittimazione strutturale della magistratura, sul tentativo di colpirne l’autonomia e su una concezione per noi irricevibile dello Stato, che tradisce l’insofferenza per qualunque tipo di potere di controllo e che tenta di portare il consenso al di sopra di tutto, anche dell’equilibrio dei poteri».
«E’ stato bocciato l’orizzonte in cui si muovono le destre anche a livello globale – evidenzia Trappolino – e che colpisce la giustizia come i diritti, la giustizia come l’uguaglianza, la giustizia come le forme democratiche. E che la Costituzione non vuole cambiarla, ma stracciarla.  Sarà interessante, nelle prossime settimane, leggere il dato umbro e mettere al centro la geografia del voto, che vede il no imporsi soprattutto nelle grandi città – con qualche eccezione – seppur con uno scarto più basso del dato italiano (Perugia esclusa). La netta vittoria del no a Terni, con un dato più alto della media regionale, inoltre, conferma una tendenza già chiara alle elezioni politiche e che mette in discussione il radicamento in città delle idee di chi la governa. In queste settimane, con la nostra politica dei mille rivoli e con l’impegno rigoroso e appassionato dei circoli e dei militanti, che ringrazio uno a uno, abbiamo fatto la nostra parte, organizzando più di 50 occasioni di incontro e dibattito, e contribuito alla vittoria di un no che pone un argine al tentativo maldestro di chi voleva, e vuole colpire la democrazia e la Costituzione».

Il referendum? Lo ha vinto il “modello Umbria”. Meloni riparta da qui: apra Fratelli d’Italia, nuova mission e magari nuovo nome (chiedendo un parere a Nicodemo)

Referendum, a Terni trionfa il No e la piazza scende in festa