Terni boccia la riforma della giustizia e sceglie la Costituzione

«Il fronte del NO ha trionfato nonostante l’aperto sostegno espresso alla riforma da parte del sindaco Stefano Bandecchi»

Il dato definitivo delle urne a Terni boccia la riforma della giustizia con una vittoria del NO che supera il semplice valore tecnico per assumere una forte connotazione politica. Il risultato – scrivono i giovani democratici di Terni – viene interpretato come un atto di difesa dei valori fondanti del Paese, culminato nella manifestazione spontanea che ieri ha visto molti cittadini scendere in strada per festeggiare l’esito del voto. Vedere le vie della città riempirsi di persone unite dalla volontà di tutelare la carta costituzionale rappresenta una risposta precisa a chi ha cercato di gestire il destino della nazione e del territorio all’interno dei palazzi del potere.

Il segnale politico che emerge a livello locale appare dirompente. Il fronte del NO ha prevalso nonostante il sostegno esplicito alla riforma espresso dal sindaco Stefano Bandecchi, – continuano sempre i giovani del PD – dal suo partito e dall’intera coalizione di centrodestra. La cittadinanza ha scelto di seguire una linea opposta a quella indicata dall’amministrazione comunale, confermando una autonomia di giudizio che rivendica l’assenza di padroni politici sul territorio.

«La piazza di ieri dimostra ancora una volta che i cittadini e le cittadine di Terni hanno a cuore i valori della nostra Costituzione» dichiara Luca Serantoni, Segretario dei Giovani Democratici di Terni. Secondo l’esponente democratico, il voto in città, espresso in contrasto con le indicazioni del sindaco e del governo, evidenzia una disconnessione tra le istituzioni e la popolazione. Serantoni sottolinea inoltre la necessità di trasformare questo dissenso in una proposta politica concreta per il futuro.

L’esito elettorale in Umbria e a Terni ferma una riforma considerata pericolosa dai suoi oppositori e riafferma i principi costituzionali come patrimonio comune. Un contributo decisivo è arrivato dalle nuove generazioni, con il 61% dei giovani che si è schierato per il NO, dimostrando un forte legame con i valori dei padri e delle madri costituenti. «L’affluenza ha inoltre riportato alle urne molte persone che si erano allontanate dalla vita pubblica, ponendo ora il tema di come mantenere viva questa ritrovata fiducia nei processi democratici. La coalizione nata in occasione del referendum intende restare un presidio vigile, forte di una partecipazione che ha descritto Terni come una città viva e attenta alle proprie radici democratiche» concludono.

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