Nel corso della seduta del 30 marzo, il consiglio comunale di Orvieto ha espresso un voto unanime a favore della mozione presentata dal sindaco Roberta Tardani riguardante la revisione della disciplina sull’origine doganale dei prodotti agricoli e alimentari. L’iniziativa mira a ottenere una maggiore chiarezza sulle etichette, superando le attuali normative che spesso non permettono di identificare con precisione la reale provenienza delle materie prime.
Con l’approvazione di questo atto, l’amministrazione si impegna «ad attivarsi nei confronti dell’Anci perché si faccia promotrice di tutte le azioni necessarie presso le competenti sedi istituzionali eurounitarie, anche tramite il Comitato europeo delle Regioni, affinché sia avviata la procedura di modifica della disciplina sull’origine del codice doganale e, in particolare, attraverso la revisione dell’articolo 60 del regolamento (UE) n. 952/2013, finalizzata all’esclusione dei prodotti agricoli e alimentari dall’ambito di applicazione della stessa e conseguentemente al fine di prevedere quale esclusivo criterio di individuazione dell’origine dei prodotti in parola l’indicazione del luogo di provenienza di cui al regolamento (UE) n. 1169/2011 per garantire la trasparenza e la corretta informazione ai consumatori».
L’obiettivo principale è quello di garantire che chi acquista possa conoscere l’effettivo luogo di produzione dei beni alimentari, evitando le ambiguità permesse dalle regole attuali. La mozione prevede inoltre che il Comune «intraprenda, anche tramite Anci, le opportune interlocuzioni con i parlamentari europei eletti nella circoscrizione elettorale di pertinenza del Comune di Orvieto, affinché gli stessi siano resi edotti dell’iniziativa di cui alla presente deliberazione, sensibilizzandoli circa l’importanza della modifica della disciplina sull’origine doganale nel senso sopra riportato».
Infine, il documento approvato dall’aula impegna il sindaco a sollecitare la Regione affinché il tema venga portato all’attenzione della Conferenza Stato Regioni. Si tratta di un passaggio fondamentale per creare un fronte comune che spinga le istituzioni europee a una riforma necessaria per la tutela del settore agricolo italiano e per il diritto alla corretta informazione di ogni cittadino.


