Stadio-clinica caos. La Regione dice le stesse cose di Bandecchi o forse il contrario

SPOTLIGHT di MARCO BRUNACCI | Una nota “di chiarimento” della Giunta usa le stesse parole del sindaco di Terni per dire cosa deve succedere alla clinica. Quindi si inizia a costruire subito? Meglio di no, perchè non si sa che fine fanno i famosi 80 posti letto (li toglieranno a Perugia? Rinvieranno ab eterno la decisione?)

di Marco Brunacci

TERNI – Lo stadio-clinica di Terni? A un certo punto uno crede che lo si debba inserire tra i temi in discussione nei negoziati di Islamabad, ma poi si legge una nota della giunta regionale a guida Stefania Proietti, che scrive pari pari quello detto da Bandecchi in una trasmissione a UmbriaTv e più e più volte ripetuto in tutte le sedi.

Tutti d’accordo allora? Forse sì, forse no. Vediamo. La giunta regionale reclama che si percorra l’iter corretto indicato dalla sentenza del Tar, cioè il seguente: realizzazione della clinica, richiesta di accreditamento e, solo dopo, il convenzionamento.
Precisamente quello che detto Bandecchi. Per cui Bandecchi e Proietti oggi sposi? Quindi si comincia a costruire?
Ancora un momento, per favore, fermate la betoniera. Serve un chiarimento sugli 80 posti letto che Bandecchi ritiene essere già acquisiti da Terni, per decisione della Regione mai smentita.
Su questo punto la Giunta regionale spiega che l’attivazione deve discendere “non da accordi informali” ma “dalla corretta procedura indicata per la clinica”. E cioè quella sopra ricordata.
Cerchiamo di capire se si tratta di sfumature o del burrone nel quale, secondo la saggezza popolare, “cadde l’asino”.
Bandecchi sostiene che gli 80 posti ci sono punto e stop. E la Regione che pensa?
Proviamo a capire, forti del mandato popolare avuto dai nostri lettori, anche se i percorsi nel cervello della politica umbra sono complessi, uno spartito di musica dodecafonica, arte astratta e neuroscienze, Schoenberg e Kandinsky. Facile, no?
Ma noi non ci fermiamo. Ecco il finale della nota della Regione. “La giunta regionale è impegnata nella redazione del Piano sociosanitario regionale che attende da 15 anni ecc ecc”. Questa potrebbe suonare come una minaccia agli umbri anche se alla fine l’Università farà il possibile per evitare traumi e forse una pietosa bacchetta magica agitata dalle forze sane della maggioranza eviterà il tracollo di mettere una Asl unica e realizzarla per di più a Foligno, dove manca pure una sede praticabile.
Epperò che c’entra tutto questo con lo stadio-clinica? Leggiamo: “Ci sarà una partecipazione – scrive la Giunta regionale – dove troverà spazio una discussione sul potenziamento della sanità pubblica”.
E qui come dar torto alla Giunta: le liste d’attesa sono in mano ai privati insieme col destino dei cittadini pazienti dell’Umbria, come scelto da Proietti&C, quindi prima poi qualcuno dovrà pur pensare, insieme a Del Pinto, anche alla sanità pubblica, giusto?
Fin qui ci siamo, ma ora tocca allo stadio-clinica. Scrive la Giunta: nella discussione troverà spazio anche – testuale – “un riequilibrio dei posti accreditati alle cliniche private, esteso all’intero territorio regionale”.
Schoenberg, Kandisky, Klimt, Mirò, la dodecafonia e l’arte applicata alle neuroscienze è niente al confronto: qui siamo oltre Aristotele, direttamente nel Sublime. Chi non ha il cuore robusto si fermi qui. Per gli altri indichiamo le potenziali interpretazioni del verso criptico:

  1. la Regione vuol dire: ricominciamo da zero e stabiliamo, al termine della discussione, quanti posti nelle cliniche private dell’Umbria. Spacchettiamo Perugia e Terni e rimettiamo ordine. Quindi: togliamo posti alle cliniche private del Perugino per darne 80 a Terni? Sarà la Donetti, armata di sciabola fiammeggiante da De Luca e Barcaioli, l’angelo sterminatore? In ogni caso: tremate, da oggi nessuno è al sicuro.
  2. Invece la frase forse significa soltanto che ci sarà l’ennesimo rinvio. Si deciderà certo, ma, secondo l’espressione della vulgata popolare, “a babo morto”.
  3. Ultima ipotesi interpretativa: si troverà il modo di fregare per l’ennesima volta Terni, con tutti i panni, sanitari e non. Il mondo resta così com’è, ma intanto passano mesi e anni, anni e mesi: tutti i posti di cliniche private convenzionate restano nel Perugino come ora, nessuno nel Ternano. E qui però scatterebbe – con la benedizione del diritto internazionale – la prima crociata in terra umbra contro la Regione, guidata da Bandecchi I, che, onore al merito, il fisico del ruolo del Comandante templare ce l’ha.

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