di Marco Brunacci
PERUGIA – La maggioranza non sembra aver ripensamenti. La Asl unica si deve fare. La decisione è incomprensibile, se non si immagina che venga usata come un’arma di distrazione di massa, utile per sviare dal vero problema dell’organizzazione sanitaria in Umbria che è il numero eccessivo degli ospedali.
Questa è la riforma della sanità umbra da fare, come indicato di nuovo poche settimane fa dai due presidenti delle Province dell’Umbria, Presciutti (Pd) e Ferranti (centrodestra). Ai quali è stato per altro brutalmente intimato di farsi gli affari loro (e occuparsi di strade e di scuole).
Con ogni evidenza in Regione si ritiene più comodo convincere gli impiegati, che rispondere alle mille istanze locali.
Sull’eventuale risparmio della Asl unica, i migliori tecnici del ramo assicurano che alla fine è irrisorio se non nullo. Tenendo presente che si dovranno abbinare alla Asl, i Distretti sanitari. Forse 6, difficilmente 4 come era stato ipotizzato dalla precedente giunta regionale con due Asl.
Il “treno” della decisione è partito.
Esattamente come quando è stata varata la stangata delle tasse, non c’era e non c’è alcun motivo valido, ma si doveva fare perché adesso governa il campo largo.
E allora un orecchio al dibattito in corso che stabilirà dove realizzare la nuova sede.
Dopo la partenza su Foligno, adesso in pole position c’è Spoleto.
Viste le promesse non realizzate e – a quel che si vede – irrealizzabili, sull’ospedale, si tenta di compensare. E magari potrebbe servire al sindaco Sisti per rivincere le elezioni. Hai visto mai?
I sostenitori di Perugia unica sede sono pochi (anche se resistenti), superati da quelli che progettano un colpo di scena con spostamento a Terni.
Altri buttano là l’ipotesi Pantalla, ma politicamente non serve a questa maggioranza.
Attesa per l’imminente summit di maggioranza.


