Inclusione e spiritualità in Umbria con il paradriving

La quinta edizione ha fatto tappa nei luoghi legati alla vita di san Francesco

PERUGIA – Inclusione, condivisione, autostima e spiritualità: sono state queste le parole d’ordine che hanno guidato la quinta edizione del tour ‘In carrozza da Spoleto ad Assisi: viaggio paradriving Umbria’, iniziativa dedicata appunto al paradriving e agli attacchi integrati, che si è conclusa martedì 2 giugno a Cannara, dopo aver fatto tappa in alcuni dei luoghi legati alla vita di san Francesco d’Assisi, per portare un messaggio di pace, inclusione e attenzione verso i più fragili. L’idea alla base è stata quella di permettere ai partecipanti di superare barriere fisiche e relazionali che troppo spesso ne limitano la vita sociale: le carrozze, infatti, sono state guidate o attrezzate per accogliere persone con disabilità, grazie anche alla presenza e al supporto di tecnici specializzati e certificati da enti sportivi equestri nazionali, provenienti dall’Umbria e da diverse regioni d’Italia. Promosso da Fise (Federazione italiana sport equestri) Umbria e organizzato dalla responsabile di progetto Andrea Schulz, istruttrice di attacchi e tecnico per lo sport Paradriving, insieme a numerosi soggetti e volontari, il viaggio è iniziato sabato 30 maggio dal convento eremo francescano di Monteluco di Spoleto in direzione del centro ippico Spoleto Country Club; domenica 31 la carovana si è diretta a San Giacomo, Cannaiola e Montefalco, terminando al centro ippico Le Lame horses sporting club; il primo giugno le carrozze sono ripartite verso Foligno, arrivando in piazza della Repubblica e proseguendo poi per Bevagna, Piandarca e Cannara. Infine, martedì 2 giugno, tappa a Rivotorto, San Damiano e Santa Maria degli Angeli, dove c’è stata la visita alla Porziuncola insieme ai frati francescani e in ultimo il rientro al Piandarca horses di Cannara. L’evento si inserisce nell’anno giubilare francescano, ottavo centenario del transito del ‘Poverello’ di Assisi (1226-2026) e tutti gli ospiti delle carrozze hanno potuto partecipare in modo completamente gratuito.
“Un viaggio speciale – ha commentato Mirella Bianconi, presidente della Fise Umbria –, abbiamo respirato la spiritualità di san Francesco attraversando i luoghi della sua vita, ripercorrendo tutto quello che è stato il suo modo di mettersi in discussione, di abbandonare la ricchezza materiale per una ricchezza e una pace interiore. Ringrazio chi ci ha permesso di far vedere a questi ragazzi la bellezza della natura e la pace di questi luoghi, dove anche le famiglie possono pensare e trarne un giovamento nuovo e una nuova linfa per andare avanti”.
“I ragazzi si sono divertiti tantissimo – ha raccontato Schulz –, alcuni hanno guidato la carrozza, altri sono stati affiancati ma eravamo un team, disabili e non disabili, e questo ha favorito la loro sicurezza e autostima perché si sono trovati a fare qualcosa che pensavano impossibile. I cavalli hanno la capacità di riportare il sorriso e gli attacchi funzionano sia come sport che come momento ludico”.

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