Bandecchi tra il Marchese del Grillo e Caligola: è arrivato il momento delle scelte

I quattro dissidenti cambiano gli equilibri a Palazzo Spada e il sindaco si ritrova in una posizione di debolezza: trattare con il nuovo gruppo o cercare voti e appoggi tra i banchi dell’opposizione. In entrambi i casi, per Bandecchi si apre una fase politica completamente nuova

VE. RO.

TERNI – Stefano Bandecchi ha governato per oltre tre anni secondo i propri desiderata, stabilendo il bello e il cattivo tempo su tutte le scelte amministrative, cambiando idea repentinamente su temi e argomenti della città, con i consiglieri aventi l’unica funzione di accondiscendere alle sue richieste. Il tempo è cambiato, il neonato gruppo consiliare, i cd tre moschettieri più D’Artagnan in gonnella (Marina Severoni), ha deciso, e ciò è chiaramente comprensibile dalle dichiarazioni in fase di costituzione e nei comunicati stampa, di dare un chiaro indirizzo politico al Sindaco e alla Giunta usando il “peso” dei 4 voti in consiglio. Tutto ciò sarebbe normale se il Sindaco non fosse Bandecchi che, per la prima volta, si trova a dover chiaramente dipendere da altre persone: oramai il RE E’ NUDO. C’è chi dietro questa operazione pone il plurinominato ex Vice Sindaco Corridore, fine negazionista, e chi invece sostiene che i quattro sono stufi degli eccessi di zelo della Francescangeli che li ha etichettati “burattini”. Al di là delle cause o dei registi occulti crediamo che Bandecchi sia di fronte ad un bivio: cessare di fare il Marchese del Grillo oppure comportarsi da novello Caligola e chiudere così il suo mandato di Sindaco e di Presidente della Provincia. Altra spina nel fianco e’ il responsabile del Gabinetto Federighi il quale con il suo finto buonismo critica, con eleganza, l’operato del Sindaco affermando implicitamente, in interviste e dichiarazioni, che Bandecchi e’ solo un primus inter pares. Contemporaneamente persegue il suo obiettivo, la Presidenza del Consiglio, con la Collega titolare in caduta libera anche nelle grazie del Sindaco. Una cosa è certa, da quando l’ex viceré è lontano da Palazzo Spada, il Sindaco ha dimostrato ampiamente di non riuscire più a gestire la polveriera dei consiglieri di maggioranza. Forse era meglio quando era peggio… chissà che le minestre riscaldate se “insaporite” non diventino appetibili.

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