Il capoluogo di regione fa il pieno di maestre, la capitale dell’acciaio sta a guardare
TERNI – Perugia ha fatto il pieno di maestre per i servizi educativi dell’infanzia: ne ha assunte venti. E il Comune di Terni resta a guardare: neanche una, nonostante le tantissime carenze di organico, che costringono addirittura a tenere chiuse alcune strutture. Perugia ha utilizzato le opportunità normative ed economiche messe a disposizione dalla Region. Terni le ha clamorosamente snobbate. Una scelta per certi versi incomprensibile, in quanto, almeno nell’immediato, il costo degli stipendi sarebbe stato coperto dalla Regione dell’Umbria. Il punto è che il sindaco, Stefano Bandecchi, non vuole nell’organico comunale le maestre degli asili nido e delle scuole dell’infanzia. Le considera un peso. Preferisce assumere operai e vigili urbani, anche se la manutenzione e la sicurezza della città non sono cambiate in meglio.
All’assessore alla scuola, Tiziana Laudadio, non resta che organizzare conferenze stampa sugli eventi alla cascata delle Marmore o inaugurare murales. Per il resto, non tocca palla. Non incide sulla scuola dei più piccoli e neanche su quella dei più grandi: le politiche universitarie sono portate avanti di buona lena dall’assessore ai Lavori pubblici, Sergio Anibaldi.
Il sindaco Bandecchi parla tanto di lotta alla denatalità. Ma poi, mancano i servizi essenziali per le famiglie. Si è in attesa solo di affidare la gestione dei nuovi asili nido alla cooperativa di turno.


