Al centro dell’edizione 2026 è stato Giovanni Boccaccio, protagonista del tema “La storia, le storie: tra letteratura e verosimiglianza”. Attraverso il mondo del Decameron, il Festival ha raccontato il Trecento nelle sue molteplici sfaccettature: dalle corti ai mercati, dalla poesia alla devozione, fino ai mestieri, ai commerci e alla vita quotidiana. Ampio spazio è stato dedicato anche alla moda e alle leggi suntuarie, alle arti e alle professioni, con approfondimenti sul lavoro di tessitori, speziali e copisti, ma anche sul mondo dei mercanti, del credito e delle lettere di cambio. Un viaggio in un secolo attraversato dalla peste e da profonde trasformazioni economiche e sociali. «Siamo molto soddisfatti di questa sesta edizione», ha sottolineato il sindaco di Narni Lorenzo Lucarelli, evidenziando come la rievocazione rappresenti per la città “uno degli elementi identitari”, senza però tradursi in uno sguardo nostalgico verso il passato. L’obiettivo, ha spiegato, è utilizzare la conoscenza della storia come strumento per comprendere il presente e creare nuove opportunità di crescita.
Uno dei punti centrali della manifestazione è stata ancora una volta l’Università dei Rievocatori, nata dalla collaborazione tra l’Ente Corsa all’Anello, il Festival del Medioevo di Gubbio e il Centro Studi Storici di Narni. Lezioni e attività didattiche gratuite hanno favorito il confronto tra studiosi, rievocatori e appassionati, affrontando il rapporto tra ricerca storica, ricostruzione e divulgazione. Un percorso che punta a rendere la rievocazione sempre più consapevole e rigorosa e che, nelle parole della presidente dell’associazione Corsa all’Anello Patrizia Nannini, rappresenta “un’esperienza culturale sempre più consapevole e partecipata”. La novità più significativa sul fronte internazionale è rappresentata da Eu.A.R.T.H.E.C. – European Academy for Reconstructed Traditions, Heritage, Environment and Craft, progetto coordinato dall’associazione Corsa all’Anello e finanziato dal programma Erasmus+ con un punteggio di 94/100. L’iniziativa coinvolgerà partner italiani, rumeni e bulgari e svilupperà attività di educazione degli adulti attraverso laboratori, strumenti digitali, esperienze e scambi internazionali dedicati al patrimonio culturale, alle tradizioni, alle arti e agli antichi mestieri.
Il Festival ha inoltre affrontato il futuro della rievocazione storica, mettendo a confronto studiosi, archeologi, storici dell’arte, operatori culturali, rievocatori e organizzatori. Un settore sempre più diffuso e capace di coinvolgere un pubblico vasto attraverso eventi, palii, giostre, cortei e ricostruzioni. E proprio guardando al futuro è arrivato anche il primo appuntamento con la Corsa all’Anello 2027. La prossima edizione avrà come tema “Fiamma dal ciel 1377. La via del ritorno”, dedicato al ritorno del papato a Roma dopo la lunga permanenza ad Avignone. Un passaggio fondamentale della storia europea, del quale nel 2027 ricorrerà il 650° anniversario. La figura centrale sarà quella di Gregorio XI, il pontefice che riportò la sede papale a Roma. Il suo pontificato è legato anche alla storia della Rocca di Albornoz di Narni, ultimata proprio durante il suo pontificato e ancora oggi caratterizzata dalla presenza dello stemma papale. Il racconto si concentrerà sulla Curia e sulla Chiesa medievale, sul potere temporale del papato e sui rapporti con la Francia, ma anche sulle conseguenze del lungo soggiorno avignonese e sulle influenze che uomini, consuetudini e culture francesi portarono a Roma con il ritorno della corte papale. Accanto a Gregorio XI ci sarà Francesco Petrarca, tra i principali sostenitori del ritorno del papato nella Città Eterna e autore di una forte critica nei confronti della corte avignonese. Il titolo “Fiamma dal ciel 1377. La via del ritorno” è infatti tratto da un sonetto del Canzoniere e sarà il filo conduttore della prossima Corsa all’Anello. Con Petrarca, la manifestazione narnese completa inoltre il percorso dedicato ai tre grandi padri della letteratura italiana: dopo Dante e Boccaccio, sarà dunque Petrarca a guidare il racconto del Trecento.


