Il Comitato per la Difesa dell’Ospedale di Terni critica l’opzione Maratta: «La Regione sbaglia»
TERNI – «Il futuro dell’ospedale Santa Maria di Terni si decide ora, panchè potremmo averne bisogno domani». Anzitutto per il Comitato per la Difesa dell’Ospedale di Terni la Regione sbaglia ad indicare una sede diversa da Colle Obito. Per Federico Di Bartolo e Gianni Giovannini il percorso amministrativo che ha portato la Regione dell’Umbria ad indicare il sito di Maratta per il nuovo ospedale di Terni è frutto di uno scarso coordinamento tra la direzione regionale salute e quella del governo del territorio. «Se è vero che il quadro esigenziale è stato approvato alla fine di luglio 2026 e quindi pochi giorni prima del Docfap, è altrettanto vero che gli uffici regionali hanno lavorato su un documento al 2022». Il Comitato per la difesa dell’ospedale di Terni, evidenzia la sostanziale differenza tra il Docfap del 2024, orientato all’ampliamento dell’attuale Santa Maria, e quello del 2026, centrato sulla delocalizzazione.
Di Bartolo e Giovannini criticano anche la decisione di aumentare i posti per la fase post-acuta, ricordando che diversi ospedali territoriali utilizzano solo in parte quelli già disponibili. Nel 2021, secondo i dati citati dal Comitato, risultavano attivi 195 dei 341 posti programmati, con almeno il 40 per cento della dotazione inutilizzata. E i calcoli sui costi energetici. «Non ci risultano i dati indicati nel Docfap. «Dal punto di vista energetico – dicono Di Bartolo e Giovannini – l’ospedale di Terni è assolutamente un punto di riferimento a livello regionale. L’utenza elettrica spende un milione quando gli altri ospedali e altre aziende spendono almeno sulla media di 5-6 milioni l’una». Analoga contestazione riguarda l’obsolescenza edilizia. Nel 2023 e nel 2024 l’ospedale avrebbe speso rispettivamente 433 mila e 445 mila euro per manutenzioni e materiali. Rapportando queste cifre ai 78.800 metri quadrati della struttura, la spesa sarebbe di circa 5,6 euro al metro quadrato, molto al di sotto della soglia di 58,3 euro indicata nello studio citato come parametro oltre il quale valutare una nuova costruzione.
Il Comitato rilancia la proposta di mantenere l’ospedale nell’attuale sede, realizzando un nuovo blocco sul lato sud di circa 17mila metri quadrati, destinato ad accogliere reparti e circa 300 posti letto. Il trasferimento delle attività permetterebbe di alleggerire gli ultimi tre piani del vecchio edificio e favorire il miglioramento antisismico dell’intero complesso.





