PERUGIA – Cosa c’è dietro l’uscita del dg Solimeno dalla direzione dell’Aeroporto San Francesco, per altro già profetizzata qualche mese da Umbria7?
Ufficialmente, come ovvio in quesi casi, niente, ma da tempo, in realtà, Solimeno era in rotta di collisione con una governance che non ha più un’idea di sviluppo dal lato delle rotte e dell’ampliamento dello scalo.
L’arrivo del manager Ragnetti e la sua riorganizzazione hanno completato l’opera.
Solimeno è uno stimato manager del settore, non ci è voluto molto per trovare una nuova occasione, con ambizioni e prospettive che qui non ci sono più. Hai voglia a dire.
Da 2 anni poi sono di aumentati (percentualmente di poco da 650 a 800.000) i passeggeri, ma per aumento riempimento aerei, perché le rotte (quindi le destinazioni) sono diminuite.
Da 2 anni non c è una rotta che sia una novità e quindi un’occasione di espansione del business.
La promessa da Proietti (collegamento con Madrid) non è mai stata attivata, men che meno Francoforte e Parigi.
Con Ryanair hanno rapporti complicati, il progetto base è sparito, ora tagliano pure le rotte, cosa resta da fare?
Inoltre, c’è il nodo dolente dei lavori: 10 milioni per raddoppiare lo scalo, lasciati da Tesei, previsti da Tesei e Melasecche, fin dal gennaio 2025? Siamo a settembre 2026 e non è stato mosso un mattone.
Intanto il socio Sviluppumbria è evaporato.
E poi uno ha anche il coraggio di chiedersi perchè se n’è andato il dg Solimeno.


