di Marco Brunacci
PERUGIA – Cantiere elezioni. Per il momento si discute delle comunali (per le politiche si vedrà, ma anche in questo caso lavori in corso).
Sono due le città che il centrodestra aveva vinto e, per incredibili errori di prospettiva e calcolo, ha lasciato come gentile cadeaux al centrosinistra: Città di Castello e Spoleto.
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Città di Castello. La rinuncia del sindaco in carica Secondi, apre una guerra di successione senza quartiere nel centrosinistra. Un esponente storico scherza: “Abbiamo più candidati che voti”.
Ma intanto si affilano le armi. I più attrezzati? L’ex consigliere regionale Bettarelli, inviso però al grande architetto del Pd attuale, Tommaso Bori, vicepresidente della Regione ed ex segretario vincente, che ha ribaltato Perugia e la Regione.
Meglio allora Arcaleni? Neanche a dire. Invisa ai più titolati, per storia e meriti e medaglie al valore, del gotha tifernate.
E solo il Sognore sa quanto ci tengono in quelle latitudini a decidere loro.
Dimenticato l’onorevole uscente, grande storia democrat, Walter Verini? Per ora. Ma non va escluso niente.
L’impressione è che il nome non ci sia ancora. Ma per un nuovo successo potrebbe essere sufficiente l’insufficienza del centrodestra.
Ps. Quanto conterà la vicenda Sogepu? Ecco un bel tema su cui riflettere.
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Spoleto. Ci hanno pensato in tanti e con impegno a trovare il modo di non ricandidare il sindaco uscente Sisti.
Ma la sinistra spoletina è maestra per essere rissosa ma storicamente inconcludente.
Ultimo esempio: gli “stop and go” di Lisci, che parte per spaccare le montagne e arriva che si è tirato la zappa sui piedi.
Sisti per di più adesso è diventato civico nazionale dietro a Onorato, assessore nella giunta romana, partito con intento da federatore del centrosinistra nazionale e al momento in difficoltà anche per entrare dall’ultima porticina a destra del Campo largo-larghissimo.
Serve qualche settimana per chiarire la situazione, ma dalla nebbia fitta di oggi. tutto fa pensare che uscirà – salvo colpi di scena – il vituperato ma lucido Sisti.
Versante centrodestra. Fiato sospeso per l’annuncio del “nome nuovo”, società civile, curriculum per stupire, pronto a servire la città.
Il problema? Siamo sicuri che il centrodestra (e, nel centrodestra, Fratelli d’Italia) non venga preso, come un cupo, irrazionale, ma irresistibile, spleen baudeleriano, dal desiderio di perdere che sembra pervaderlo ogni volta che si approssima un’elezione in Umbria?


