Agressioni, risse, guerre tra bande e chi può va a abitare altrove
Co. Ma.
TERNI – Non è solo una questione di pattuglie delle Forze dell’ordine. Non è solo la totale mancanza di interventi di welfare soprattutto per le nuove generazioni. Il centro di Terni, che in questi giorni è alla ribalta per le guerre tra bande, per le aggressioni, per lo spaccio a cielo aperto, è lo specchio di chi ci abita. Tanti Ternani hanno preferito negli ultimi anni trasferirsi nella periferia di nuova edificazione: Borgo Rivo, Campitello, Piedimonte, Cospea. Hanno acquistato case e dato un minimo di valore immobiliare al nuovo costruito. In centro si è generata una disponibilità di alloggi. Che sono stati allocati soprattutto a extracomunitari. La presenza di nuovi residenti è forte in via Garibaldi, in via Roma, in via Cavour, tutta la zona di piazza del Mercato. Nel cuore del centro storico molte famiglie tranquille di immigrati ma anche coabitazioni con chi è dedito ad attività illecite. Un deterioramento che inevitabilmente si riflette sulla qualità di vita.
Il problema è serio. La sensazione è che si voglia affrontarlo solo dal punto di vista dell’ordine pubblico. Più pattuglie, più telecamere, sono essenziali. Ma poi salta fuori che Palazzo Spada non ha stanziato un centesimo per le politiche sociali di contrasto al consumo di sostanze stupefacenti. Ma poi salta fuori che il mercato degli affitti, a volte con immobili fatiscenti, è orientato verso gli extracomunitari. Forse per avere una Terni più sicura occorre che la città stessa sia ripensata.


